asia
16 Ottobre 2009

Energia nucleare

Argomento: Ambiente, Attualità

Negli ultimi tempi si è tornati a parlare di centrali nucleari e, come accaduto al tempo del referendum, pareri pro e contro ci lasciano nell'incertezza. Al di là dei problemi di costo, gestione e sicurezza, esiste un argomento forte che ci imponga, volenti o nolenti, lo sfruttamento dell'energia atomica?

Non si tratta solo di speculazioni, ma della riflessione di Manfred Eigen, Nobel per la chimica 1967 nel campo della cinetica chimica, dell'origine della vita e dell'evoluzione su temi come l'aumento demografico o la volontà di "esportare" le abitudini energivore delle civiltà occidentali anche nei paesi in via di sviluppo.

"La riserva di combustibili fossili immagazzinata dalla natura, energia solare accumulata in milioni di anni, sarà esaurita in un prossimo futuro[...]. Per molte materie prime l'economia dovrà adattarsi al riciclaggio, ma questa è un'operazione che richiede un ulteriore consumo di energia. Se in futuro volessimo coprire il nostro fabbisogno energetico (principalmente) con l'energia solare, dovremmo allora accettare di vivere in uno stato permanente di limitazione del flusso energetico, con tutti i rischi che ciò comporta per la stabilità." [1]

La limitazione del consumo energetico implica la limitazione della crescita e questa imporrebbe, a rigor di logica, il controllo della popolazione.

"Anche con un blocco totale della crescita della popolazione, rimarremmo una società indigente. Al momento attuale, la società umana, nella sua totalità non potrebbe in alcun modo permettersi di interrompere gli investimenti oppure anche di ridurre il consumo di energia. Ciò sarebbe possibile solo dopo una drastica riduzione della popolazione della Terra[...]. Se volessimo tendere ad una regolazione puramente ecologica, dovremmo semplicemente lasciare che le cose seguano il loro corso. Ma l'equilibrio che si stabilirebbe spontaneamente non andrebbe davvero d'accordo con ciò che chiamiamo una esistenza degna di un essere umano." [2]

La situazione italiana è a dir poco paradossale: non abbiamo voluto le centrali nucleari ma importiamo oltre l'80% dell'energia primaria che consumiamo, di cui una parte considerevole è energia nucleare prodotta appena oltre le nostre frontiere. E questo pesa molto sul nostro portafogli! L'energia elettrica, al netto delle imposte, costa agli italiani quasi il 40% in più rispetto alla media europea. Inoltre, ci sono rischi alla sicurezza dell'approvvigionamento, come i black-out del recente passato hanno evidenziato.
Di fronte ad argomentazioni tanto serrate e a dati sconcertanti è doveroso chiarirci un po' le idee su molti pregiudizi che circolano attorno al funzionamento delle centrali nucleari. A questo proposito vi segnaliamo l'interessante intervista al fisico nucleare Renato Angelo Ricci, professore di Fisica all'Università di Padova:

http://www.avoicomunicare.it/blogpost/video-intervista-renato-angelo-ricci

Un interessante sito per tenersi aggiornati riguardo all'energia nucleare:

http://www.archivionucleare.com/index.php/2005/12/01/ricci-scienziati-prodi/

[1], [2] Manfred Eigen, Ruthild Winkler, Il Gioco, Adelphi (1987).

di Fabio Negro
Redazione ASIA
Cosa pensi sull'eventuale costruzione di centrali nucleari in Italia? Utilizza i commenti per esprimere la tua opinione. Grazie!


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