Vacances de l'esprit

Umberto Galimberti, biografia e articoli

Scheda di approfondimento sul docente delle Vacances 2006

Biografia

Umberto Galimberti, che sarà dal 15 al 22 luglio 2006 le Vacances della Filosofia sul tema: "Il mondo della vita e il mondo della tecnica", è nato a Monza nel 1942, è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’international Association for Analytical Psychology. Dal 1987 al 1995 ha collaborato con "Il Sole-24 ore" e dal 1995 a tutt’oggi con il quotidiano "la Repubblica".
Dopo aver compiuto studi di filosofia, di antropologia culturale e di psicologia, ha tradotto e curato diverse pubblicazioni di Jaspers, di cui è stato allievo durante i suoi soggiorni in Germania. Questi alcuni titoli: Sulla verità (raccolta antologica), La Scuola, Brescia, 1970. La fede filosofica, Marietti, Casale Monferrato, 1973. Filosofia, Mursia, Milano, 1972-1978, e Utet, Torino, 1978.Di Heidegger ha tradotto e curato:Sull’essenza della verità, La Scuola, Brescia, 1973.
Allievo di Emanuele Severino, (già ospite delle Vacances de l’Esprit nel 1996 e nel 2001) Galimberti nelle sue opere più importanti come Heidegger, Jaspers e il tramonto dell'Occidente (1975), Psichiatria e Fenomenologia (1979), Il corpo (1983), La terra senza il male. Jung dall'inconscio al simbolo (1984), Gli equivoci dell’anima (1987) e Psiche e techne. L'uomo nell'età della tecnica (1999), indaga il rapporto che effettivamente sussiste tra l’uomo e la società della tecnica.
In questa luce tenta di rileggere il significato di tutti i concetti chiave della filosofia - individuo, identità, libertà, salvezza, verità, senso, scopo, natura, etica, politica, religione - mettendo in rilievo la condizione attuale della società che vive il tempo come tempo progettuale, sempre al di là di sé e del presente, richiamata dalle lusinghe o dalle preoccupazioni in un recente passato o nell’immediato futuro, al costante inseguimento di uno scopo progettuale che si prefigge.
Al centro del suo discorso filosofico rimane sempre la tecnica, che è lo strumento e la condizione per la realizzazione dei progetti. Questa pero non è una tecnica neutra ma è una tecnica che non ha bisogno dell’interiorità, del sentimento, delle tonalità emotive che abitano l’uomo, ma solo della ragione e del freddo calcolo.
Su questa linea, seguendo le orme di Heidegger di cui è profondo conoscitore, e alla stregua di altri autori che si sono dedicati a pensare la tecnica, Galimberti ripropone una lettura critica dell’intendimento con cui l’uomo contemporaneo si relaziona alla tecnica in senso lato. Tale lettura parte dall’evidenziare il fraintendimento per cui l’uomo pensa la tecnica come strumento a sua disposizione, mentre in realtà è la tecnica che ci impone di dedicarle il nostro tempo trasformandolo quindi in tempo tecnico teso esclusivamente ad una realizzazione progettuale. Il nostro modo di vivere il tempo tecnico quindi non è un modo consapevole e questo ci rende passivi, vittime della tecnica che ci coglie impreparati, in quanto la nostra vita interiore è pre-tecnologica.
La proposta di Galimberti è quindi quella di una ampliamento della nostra vita psichica ed emotiva, che ci dia strumenti ed armi per affrontare un tempo che non è più escatologico, ma che si sviluppa nel giorno feriale ed è un tempo propriamente progettuale.

Tempo ciclico e tempo escatologico
Umberto Galimberti: “…Sono tempi che in realtà noi disabitiamo radicalmente, nel senso che il tempo ciclico in qualche modo non ci appartiene più, perché ciascuno di noi vive il tempo progettuale, il tempo in vista dei propri progetti, quelli da raggiungere, quelli che noi ci proponiamo, intorno a cui organizziamo e avviluppiamo la nostra vita. Il tempo progettuale è un tempo breve, che vive del recente passato e dell’immediato futuro, nel senso che, se ho il progetto di comperare una casa, devo avere i soldi a disposizione, altrimenti la casa non è un progetto ma un sogno. E’ il tempo della tecnica, che può realizzare i suoi scopi solo se ci sono i mezzi a disposizione. Noi viviamo sostanzialmente questo tempo, per il quale non abbiamo nessuna festa, e al tempo stesso non viviamo più il tempo escatologico, quello religioso, perché siamo diventati neo-pagani, nel senso che viviamo una sorta di incredulità nell’eterno. E allora ci troviamo a festeggiare il Natale pieno di doni, il capodanno pieno di feste. Festeggiamo due tempi che disabitiamo completamente e l’unico tempo che abitiamo, che è quello progettuale, non lo festeggiamo mai. Probabilmente il tempo progettuale non fa parte delle feste, fa parte del giorno feriale, del giorno del lavoro che diventa la condizione della realizzazione dei nostri progetti. Nel capodanno, ad esempio, ci scambiamo gli auguri di prosperità e di felicità e poi abbiamo, nel sottosuolo della nostra coscienza, la consapevolezza che tutto andrà avanti come prima…”
Tratto da: Umberto Galimberti, La casa della Psiche 7, 30 dicembre 2005. Feltrinelli Podcast

Nulla da nascondere
Umberto Galimberti: “…Questa è una cultura in cui per esserci occorre assolutamente apparire. Spesso si sente dire - Non ho nulla di segreto, nulla da nascondere. Spesso si fanno passare per sincerità gli atteggiamenti di spudoratezza nel rivelare ogni aspetto del proprio intimo, della propria vita interiore. In questo modo si perde la propria interiorità, tutti si tengono pronti per pubbliche interviste, rivelazione della propria interiorità. In compenso, si guadagnano il riconoscimento e l’omologazione.
L’omologazione è un grande strumento del potere, quindi tutti si preoccupano di essere visibili, di partecipare con gioia alla propria de-privatizzazione. Si fa passare la persuasione che la spudoratezza sia una virtù, la virtù della sincerità. La realizzazione del processo di eliminazione del pudore nella società italiana è in atto ed è quasi completo. Il pudore è sintomo di insincerità, di introversione, di chiusura in se stessi. Per gli psicologi, questi sono sintomi di un adattamento sociale frustrato, quindi di una socializzazione fallita. Questo è ciò a cui si può arrivare avviando una sequenza un po’ disinvolta di sillogismi. La vita è vissuta come proprietà comune, il nostro corpo come proprietà comune. Le istanze del conformismo e dell’omologazione lavorano per rendere visibile ciascuno a ciascuno, per togliere di mezzo ogni interiorità come un impedimento, ogni riservatezza come un tradimento, per apprezzare ogni volontà di esibizione di sé come fatto di lealtà, se non addirittura come segno di salute psichica…”
Tratto da: Umberto Galimberti, La casa della Psiche 10, 20 Gennaio 2006. Feltrinelli Podcast

 

Le opere di Umberto Galimberti
1975 - Heidegger, Jaspers e il tramonto dell'Occidente, Marietti, Casale Monferrato, (Ristampa, Il Saggiatore, Milano, 1994).
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1979 - Psichiatria e Fenomenologia, Feltrinelli, Milano.
1983 - Il corpo, Feltrinelli, Milano, 1983 (Premio internazionale S. Valentino d’oro, Terni, 1983).
1984 - La terra senza il male. Jung dall'inconscio al simbolo, Feltrinelli, Milano (premio Fregene, 1984)
1985 – Antropologia culturale, ne Gli strumenti del sapere contemporaneo, Utet, Torino.
1986 - Invito al pensiero di Heidegger, Mursia, Milano.
1987 - Gli equivoci dell'anima, Feltrinelli, Milano.
1988 - La parodia dell’immaginario in W. Pasini, C. Crepault, U. Galimberti, L’immaginario sessuale, Cortina, Milano.
1989 - Il gioco delle opinioni, Feltrinelli, Milano.
1992 - Dizionario di psicologia, Utet, Torino.(Nuova edizione: Enciclopedia di Psicologia, Garzanti, Milano, 1999).
1992 – Idee: il catalogo è questo, Feltrinelli, Milano.
1994 - Parole nomadi, Feltrinelli, Milano.
1996 - Paesaggi dell'anima, Mondadori, Milano.
1999 - Psiche e techne. L'uomo nell'età della tecnica, Feltrinelli, Milano.
2000 - E ora? La dimensione umana e le sfide della scienza (opera dialogica con Edoardo Boncinelli e Giovanni Maria Pace), Einaudi, Torino.
2000 - Orme del sacro, Feltrinelli, Milano (premio Corrado Alvaro 2001).
2001 - La lampada di psiche, Casagrande, Bellinzona.
2003 - I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, Milano.
2004 - Le cose dell'amore
2005 - Il tramonto dell'Occidente
E’ in corso di ripubblicazione nell’Universale Economica Feltrinelli l’intera opera di Umberto Galimberti

Traduzioni all’estero delle opere di Umberto Galimberti
Francese: (Il corpo) Les raisons du corps, Grasset Mollat, Paris, 1998
Tedesco: (Gli equivoci dell’anima) Die Seele. Eine Kulturgeschichte der Innerlichkeit, Verlag Turia + Kant, Wien, 2003
(Le cose dell'amore) Liebe, Beck, Monaco, 2006
Greco: (Gli equivoci dell’anima) Historia tes psyches, Apollon, Thessaloniki, 1989
(Paesaggi dell’anima)Topia psyches, Itamos, Athina, 2001
(Storia dell'anima) Historia tes psyches, Apollon, Thessaloniki, 1989
Spagnolo: (Dizionario di psicologia) Diccionario de psicologia, Siglo Veintiuno Editores, Città del Messico 2002
Portoghese: (Orme del sacro) Rastros do sagrado, Paulus, São Paulo, Brasil, 2003
(I vizi capitali e i nuovi vizi) Os vícios capitais e os novos vícios, Paulus, São Paulo, Brasil, 2004
(Psiche e techne. L'uomo nell'età della tecnica) Psiche e techne. O homen na idade da técnica, Paulus, São Paulo, Brasil, 2005
Giapponese: I vizi capitali e i nuovi vizi, Tokio, 2004.

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