asia
20 Gennaio 2010

Speciale Tibet

Speciale Tibet


Petizione internazionale: Clicca qui per saperne di più.

Dibattito tra Gianni Vattimo e Carmen Leccardi.
Clicca qui per leggere il testo dell'appello e della replica.

La cronaca:

19 Febbraio 2010
Obama incontra il Dalai Lama
Colloquio di oltre un'ora nella West Wing (Ala Ovest) della Casa Bianca tra Obama e il Dalai Lama, guida spirituale dei tibetani. La presidenza degli Stati Uniti hanno anche rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui riaffermano il sostegno all'identità religiosa e culturale del popolo tibetano. Il Dalai Lama non è stato ricevuto nello Studio Ovale, per non irritare troppo le autorità cinesi, che hanno dichiarato più volte che l'incontro avrebbe messo in crisi le relazioni tra USA e Cina.

2 Febbraio 2010
Obama riceverà il Dalai Lama
Fonti ufficiali della Casa Binaca confermano che il Dalai Lama sarà dicevuto dal presidente degli Stati Uniti in una data imprecisata nel mese di febbraio. Prima dell'annuncio le autorità cinesi avevano avvertito che un eventuale incontro avrebbe messo in discussione le relazioni diplomatiche tra i due Paesi, già provate dalla recente conferma di una maxi-commessa di armi degli Stati Uniti a Taiwan, che la Cina rivendica come una propria provincia.
La redazione

25 Gennaio 2010
Cina nega coinvolgimento in attacchi a Google
Fonte: Adnkronos/Dpa
Il governo di Pechino ha negato ogni coinvolgimento nei cyber attacchi contro Google. "Le accuse secondo le quali il governo cinese avrebbe partecipato a cyber attacchi, sia in modo esplicito che implicito, sono prive di fondamento e puntano a denigrare la Cina", ha affermato un portavoce del ministero cinese dell'Industria e della Tecnologia informatica, citato dall'agenzia ufficiale Xinhua. "La Cina -ha proseguito il portavoce- e' il principale paese vittima di hacker, dato che la sua rete da tempo affronta gravi minacce di hacker e attacchi con virus informatici". La reazione del portavoce e' una nuova risposta cinese all'accusa che Pechino sia dietro gli attacchi informatici contro Google. Il motore di ricerca americano ha denunciato gli attacchi il 12 gennaio, minacciando di ritirarsi dalla Cina e annunciando di non voler piu' censurare la ricerca di notizie sensibili, come quelle sul Tibet o il Dalai Lama. Il governo americano ha chiesto una inchiesta trasparente e approfondita e il segretario di Stato Hilalry Clinton si e' pronunciata per la difesa della liberta' di usare Internet in tutto il mondo.

10 Gennaio 2010
Condannato film maker a sei anni
Il 28 dicembre scorso in Cina è stato condannato dal tribunale penale di Xining, capitale della provincia cinese del Qinghai, ha condannato il film maker Dhondup Wangchen a sei anni di prigione.

Il crimine è stato l'aver girato, montato e messo in circolazione un filmato che dimostrerebbe l'attaccamento dei tibetani al loro capo spirituale, il Dalai Lama. Il film si chiama "Lasciarsi la paura alle spalle" ed è in circolazione fuori dalla Cina ed è del 2008.
Il video, in inglese, è disponibile qui

9 Ottobre 2009
Mancato incontro con Obama: Dalai Lama non deluso
La Guida Spirituale dei tibetani non si dichiara deluso dal mancato incontro con il presidente degli Stati Uniti, che ha deciso di rinviare l'incontro a dicembre, probabilmente per non urtare il presidente cinese Hu Jintao, che dovrà incontrare Obama in novembre.
Il Dalai Lama ha detto che una discussione seria sul futuro del Tibet è meglio che una foto tra lui e Obama, quindi preferisce la prima delle due.

E' la prima volta dal '91 che il Dalai Lama non incontra un presidente americano durante una visita a Washington.

22 Settembre 2009
Tibet chiuso per festa nazionale cinese
It tibet sarà chiuso al turismo straniero dal prossimo 24 settembre fino all'8 ottobre. La misura di sicurezza è stata adottata dalle autorità di Pechino in occasione delle festività previster per il sessantesimo anno della Repubblica Popolare Cinese.

L'accesso per i giornalisti stranieri è ancora vietato in Tibet, dopo le manifestazioni dello scorso marzo. Le visite dei turisti stranieri invece erano ricominciate, prima di questo nuovo stop imposto dalle autorità.

10 Settembre 2009
Monaco tibetano torturato e ucciso nelle carceri cinesi
Fonte: Asianews.it
Dharamsala - Un monaco tibetano del monastero di Drepung è morto per le torture subite durante la detenzione. Il religioso buddista era stato arrestato durante i moti di Lhasa nel marzo 2008, che hanno causato la morte di centinaia di tibetani e l'arresto di migliaia.

Il Tibetan Centre for Human Rights and Democracy (Tchrd) ha annunciato oggi di aver ricevuto notizie da fonti sicure che il monaco Phuntsok Lhundup (nome da laico: Kalden), 32 anni, del villaggio n.8 a Tos-doe, nella contea di Phenpo Lhundup, vicino a Lhasa è morto mentre era in prigione, a causa di torture. Il decesso dovrebbe essere avvenuto verso la metà di agosto. La sua famiglia ha ricevuto il corpo senza vita del loro parente alla fine di agosto.

Il 10 marzo 2008 Phuntsok, insieme ad altri 300 monaci del monastero di Drepung ha partecipato a una marcia pacifica, per protestare contro la politica cinese sul Tibet. Lui e altre decine di monaci sono stati arrestati dalle forze di sicurezza.

Dal suo arresto fino a pochi giorni fa non si è più saputo nulla di lui. Nessuno, nemmeno i suoi familiari o i fratelli del monastero hanno mai ricevuto alcuna informazione sulla sua detenzione.

Secondo le fonti di Tchrd, Phuntsok è morto in carcere a metà agosto, soffrendo di torture, maltrattamenti e isolamento. Le stesse fonti ricordano che un fratello di Phuntsok Samdup, anch'egli del monastero di Drepung, è stato pure arrestato il 10 marzo 2008. Anche di lui non si sa nulla.

6 Agosto 2009
Dalai Lama: una soluzione realista
E' nell'interesse di tutti travare una soluzione che sia realista alla questione tibetana. Sembra non sognare più l'indipendenza, il capo spirituale del popolo tibetano, ma vorrebbe un accordo almeno per salvare l'indiperndenza culturare, anche questa a rischio.
Il Dalai Lama è presente in questi giorni in Svizzera, per alcune Conferenze Cina - Tibet.

Prima di giungere a Ginevra, il Dalai Lama aveva avuto a Losanna un colloquio personale con la presidente del Consiglio nazionale, Chiara Simoneschi-Cortesi.

10 Luglio 2009
Gli uiguri. Un'altra popolazione sofferente

La popolazione turcofona e musulmana degli Uiguri sta subendo la stessa sorte del popolo tibetano. La tecnica è la stessa, rendere la popolazione una minoranza, trasferendo "coloni" di etnia Han nella regione. La tensione e gli scontri di questi giorni ne sono una prova.

Alcuni manifestanti, di origine tibetana, temono di essere stati fotografati da alcuni giornalisti cinesi presenti all'interno della prefettura. Per questo motivo i loro famigliari ancora in Tibet potrebbero subire ritorsioni anche molto dure. Per questo i carabinieri hanno sequestrato alcune schede di memoria.

8 Luglio 2009
Hu Jintao contestato a Firenze
Il presidente cinese Hu Jintao è stato contestato da un gruppo di attivisti per i diritti del Tibet a Firenze, in occasione della sua visita in Italia. I giornalisti presenti sono stati allontanati dalla zona. Precedentemente era stato comunicato che era possibile lo svolgimento di una conferenza stampa.

Jintao era con il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi in visita alla Prefettura di Firenze, alla presenza di autorità locali. Probabilmente l'agenda del presidente cinese cambierà, anche per gli scontri attualmente in atto nello Xinjiang tra diverse etnie.

3 Maggio 2009
Lettera di petizione per fermare l'esecuzione dei tibetani condannati a morte

Fonte: Italiatibet.org
È in corso l'invio di una lettera di petizione da inviare al Ministro della Giustizia cinese per fermare l'esecuzione delle condanne a morte sentenziate lo scorso 8 aprile 2009 nei confronti di quattro tibetani coinvolti nelle manifestazioni del marzo 2008 a Lhasa.
È possibile firmare la petizione on line collegandosi al sito web di International Tibet Support Network in seguito riportato:

http://org2.democracyinaction.org/o/5380/t/5114/p/dia/action/public/?action_KEY=598
La lettera di petizione sarà automaticamente inviata.
Assieme ai tibetani e al tutte le organizzazioni che nel mondo operano a difesa dei diritti umani, facciamo sentire la nostra voce a difesa della vita dei condannati!

Grazie per la vostra collaborazione,
Associazione Italia-Tibet

10 Marzo 2009
TIBET: DALAI LAMA,CHIEDO AUTONOMIA LEGITTIMA E SIGNIFICATIVA
Fonte: ANSA
DHARAMSALA (INDIA) - Il Dalai Lama ha chiesto stamani alla Cina una "autonomia legittima e significativa" per il Tibet e non l'indipendenza. Il leader spirituale tibetano si è espresso così nel corso di un discorso dalla sua sede di Dharamsala, in India, in occasione del 50/o anniversario della rivolta anti-cinese del 1959 che lo costrinse all'esilio. "Noi, i tibetani - ha detto - siamo alla ricerca di una autonomia legittima e significativa che ci permetta di vivere nel quadro della Repubblica popolare della Cina. Io non ho alcun dubbio: la giustizia prevarrà riguardo alla causa tibetana".
Il Dalai Lama ha accusato la Cina di aver ucciso "centinaia di migliaia di tibetani" in questi 50 anni e di aver gettato gli abitanti del paese "in tali abissi di sofferenza e privazioni da far loro letteralmente provare l'inferno in terra".: "Questi ultimi 50 anni - ha detto il Dalai Lama - sono stati quelli della sofferenza e della distruzione per il popolo del Tibet". "Una volta che il Tibet è stato occupato - ha proseguito - il governo comunista cinese ha condotto lì una serie di campagne di violenze e di repressione... Conseguenza immediata di queste campagne: la morte di centinaia di migliaia di tibetani".
Un portavoce del ministero degli esteri cinese ha affermato che le accuse rivolte a Pechino dal Dalai Lama si basano su ''voci'' e non sono dimostrate. Il portavoce, Ma Zhaoxu, ha sostenuto che la ''cricca del Dalai Lama diffonde menzogne e confonde il bianco col nero''.

CINA A USA, NO A RISOLUZIONE

PECHINO - La Cina ha chiesto oggi al congresso americano di non esaminare un progetto di risoluzione per manifestare il sostegno americano al Tibet in occasione del 50/o anniversario della rivolta contro la presenza cinese. "La risoluzione proposta al congresso americano da qualche parlamentare anti-cinese va contro la storia e la realtà del Tibet", ha detto il portavoce del ministero degli esteri Ma Zhaoxu chiedendo ai deputati americani "di respingere quest'iniziativa". La risoluzione, che sarà introdotta dal deputato democratico Rush Holt, prevede "il riconoscimento della disperazione del popolo tibetano in occasione del 50/o anniversario dell'esilio del Dalai Lama" e invita a "compiere uno sforzo multilaterale per trovare una soluzione duratura e pacifica alla questione del Tibet". La risoluzione, in corso d'esame al congresso, rivolge inoltre un appello al governo cinese "affinché risponda alle iniziative del Dalai Lama per trovare una soluzione alla situazione tibetana".

9 Marzo 2009
Proteste in Tibet, 110 monaci arrestati
Due giornalisti italiani, dell'Ansa e di Sky Tg24,sono stati fermati dalla polizia per tre ore
Fonte: Corriere.it
PECHINO - Più di 100 monaci del monastero tibetano di An Tuo, nella provincia cinese di Qinghai, sono stati arrestati dopo una manifestazione tenuta in occasione del Capodanno tibetano, celebrato il 25 febbraio.

La notizia è stata riferita da alcuni monaci a due giornalisti italiani, corrispondenti di Ansa e Sky Tg24. I due reporter subito dopo sono stati fermati dalla polizia per tre ore e poi rilasciati. Gli arresti sono stati 109 sui circa 300 monaci che vivono abitualmente nel monastero. I monaci di An Tuo hanno spiegato che domani, cinquantesimo anniversario della rivolta tibetana conclusa con la fuga in India del Dalai Lama, potrebbero verificarsi altre manifestazioni.

Poco dopo essere usciti dal monastero, i due giornalisti italiani sono stati fermati dalla polizia e trattenuti per oltre tre ore, pur non avendo violato alcuna legge cinese. La polizia non ha dato spiegazioni sulle ragioni del fermo. Un altro episodio di protesta si è verificato oggi nella provincia del Qinghai, nella contea di Guoluo, dove due auto della polizia sono state colpite da una rudimentale bomba. Sia la contea di Guinan, che quella di Guoluo, hanno la popolazione in gran parte tibetana.

9 Marzo 2009
Cina, presidente Hu chiede muro di stabilità per Tibet
Fonte: Reuters
PECHINO - Il presidente cinese Hu Jintao ha chiesto una "Grande muraglia" di stabilità per il Tibet, dodici mesi dopo i duri scontri nella regione, mentre il Dalai Lama si prepara a commemorare i 50 anni dalla sua fuga.

La richiesta di Hu giunge mentre le forze di sicurezza hanno escluso la possibilità di nuove proteste dei tibetani, ma dicono di stare in guardia e hanno aumentato la loro presenza lungo il confine montuoso della regione con l'Asia meridionale.

Hu, che è stato un tempo segretario del Partito comunista in Tibet durante una precedente ondata di protesta, non ha usato parole troppo aggressive.

"Perseguite con decisione lo sviluppo e la stabilità... Garantite la sicurezza nazionale e la stabilità sociale del Tibet", ha detto ai delegati tibetani al parlamento nazionale, che sta tenendo la sua sessione annuale a Pechino.

"Dobbiamo costruire una Grande muraglia contro il separatismo e proteggere l'unità della madre patria, portando ordine duraturo e tranquillità al Tibet".

Le parole di Hu sono un avvertimento contro i gruppi che potrebbero cercare di manifestare contro il governo cinese, mezzo secolo dopo che il Dalai Lama è fuggito nel nord dell'India al termine di una fallita insurrezione anticinese.

L'anniversario della fuga del Dalai Lama è domani.

Stamattina alcuni ordigni prodotti artigianalmente hanno danneggiato due veicoli della polizia forestale nella regione etnica tibetana nella provincia di Qinghai, ha riferito l'agenzia di stampa Xinhua in un rapporto in lingua inglese.

Le esplosioni sono avvenute dopo che i residenti si erano riuniti alla stazione di polizia per manifestare a favore del conducente di un furgone, fermato ieri a un posto di blocco della polizia cinese, come ha spiegato Xinhua, citando le parole di Lin Yasong, capo del partito della prefettura autonoma tibetana di Golog.

Un anno fa una protesta guidata da monaci a Lhasa, la capitale tibetana, ha innescato una rivolta di strada, quando una folla di tibetani ha attaccato i negozi gestiti da cinesi e Hui musulmani, in cui sono rimaste uccise 19 persone.

I militanti tibetani all'estero chiedono l'autogoverno per il Tibet e sostengono che oltre 200 loro connazionali siano morti negli scontri.

20 Febbraio 2009
LOSAR, IL CAPODANNO TIBETANO
Fonte: ILTK POMAIA

Per il calendario lunare tibetano il 25 febbraio sarà il primo giorno del 2136mo anno, l'anno del Bue di terra. Il capodanno tibetano, o Losar, è un'occasione di grande festa collettiva che dura almeno 3 giorni, ma quest'anno sarà osservato il silenzio, in templi e case saranno accese lampade alimentate a burro e si pregherà per le vittime, in Tibet e nelle famiglie dei profughi sparsi per il mondo.

Quest'anno il Losar cade dal 25 al 27 febbraio, poco prima del 10 marzo 2009, 50mo anniversario della repressione cinese che nel 1959 ha costretto in esilio il Dalai Lama e ha provocato e provoca tante sofferenze al popolo tibetano. Il capodanno cade anche un anno dopo le proteste represse con il sangue, nel 2008: da allora il Tibet è, di fatto, sotto legge marziale, con restrizioni ai viaggi per i tibetani e all'ingresso in Tibet per i giornalisti esteri.

Per tutti i tibetani quest'anno il Losar sarà differente.

L'Istituto Lama Tzong Khapa ha sempre fatto del Losar una celebrazione semplice e religiosa, sottolineata dalla presenza di monaci, lama e laici tibetani. Così come negli scorsi anni ha condiviso la gioiosità dei tibetani, quest'anno condividerà un momento di ricordo e preghiera.
Per informazioni sulle celebrazioni: www.iltk.it

2 Febbraio 2009
Il Dalai Lama ricoverato d'urgenza

Aggiornamento, ore 16 (L'Unità) - Un portavoce ha spiegato che secondo i medici si sarebbe trattato di una semplice infiammazione del nervo. Per questo il Dalai Lama è già stato dimesso.
Il ricovero sarebbe stato predisposto in fretta per approfondire tutti gli accertamenti, in vista del viaggio in Europa del Dalai Lama, in programma per il prossimo 8 febbraio.
La partenza al momento sembrerebbe dunque confermata. Martedì è previsto il ritorno a Dharamsala», la cittadina nel nord dell'India dove il Dalai Lama e il governo in esilio del Tibet risiedono dal 1959.

Aggiornamento ore 14 (Apcom) - Secondo il primo parere dei medici le condizioni del Dalai Lama non sono gravi ma è meglio che si sottoponga a un'attenta serie di esami prima del suo viaggio in Europa previsto per l'8 febbraio.In ottobre dello scorso anno il Dalai Lama era stato operato in India per calcoli biliari.

Fonte: Il Giornale
New Delhi - Ricovero d'urgenza per il Dalai Lama. Lo ha annunciato dalla capitale indiana il portavoce del leader spirituale dei buddhisti tibetani, secondo cui il 73enne premio Nobel per la Pace 1989 è stato trasferito all'ospedale Apollo dopo aver accusato forti dolori a un braccio. Secondo fonti mediche "non sarebbe in gravi condizioni".
Forse un infarto. Un dolore così improvviso e intenso al braccio potrebbe far supporre che il Dalai Lama possa Il dolore tipico è quello che si avverte al petto, dietro lo sterno, e si può allargare alla mandibola, alle spalle, al collo, alle braccia oppure a un braccio, specie il sinistro."Sarà sottoposto immediatamente ad accertamenti - ha detto il portavoce Tenzin Taklha - e, sebbene non possiamo sapere di cosa si tratti, prevediamo di rientrare domani a Dharamsala, nel nord dell'India, dove il leader tibetano vive in esilio dal 1959".
I medici hanno ritenuto fosse meglio sottoporlo a esami prima della partenza per l'Europa, l'8 febbraio prossimo. Il viaggio nel Vecchio Continente sembrerebbe al momento rimanere confermato.

2 Febbraio 2009
GB: premier cinese a Londra,5 arresti in proteste filo Tibet
Fonte: ANSA
LONDRA, 1 Feb- Cinque manifestanti per l'indipendenza del Tibet sono stati arrestati a Londra durante un sit-in per la visita del premier cinese Wen Jiabao. Wen trascorrerà a Londra tre giorni durante i quali incontrerà più volte il premier Gordon Brown. Il gruppo Free Tibet ha dichiarato di avere organizzato una serie di iniziative di protesta. 'I tibetani vogliono denunciare la responsabilità che Wen ha nei confronti della critica situazione in Tibet'.

19 Gennaio 2009
Cina approva la giornata di "liberazione"
Fonte: Reuters
PECHINO (Reuters) - La Cina ha approvato oggi l'istituzione di un'annuale "Giornata per l'emancipazione degli schiavi" in Tibet, 50 anni dopo la fallita rivolta guidata dal leader della regione buddista, il Dalai Lama, contro il governo centrale.
La festività, da celebrare ogni 28 marzo, è stata proposta formalmente la scorsa settimana e approvata oggi dall'assemblea legislativa regionale.
"Il 28 marzo 1959 i servi e gli schiavi tibetani, che costituivano oltre il 90% della popolazione della regione, furono liberati dopo che il governo centrale spense una rivolta armata messa in atto dal Dalai Lama e dai suoi sostenitori", ha detto l'agenzia di stampa Xinhua.
La Cina considera il Dalai Lama -- ora in esilio in India -- un secessionista, e lo accusa di aver incitato i violenti moti dello scorso marzo in Tibet. Il leader buddista respinge le accuse e afferma di desiderare l'autonomia della regione.

13 Gennaio 2009
Tibet: Cina vuole celebrare anniversario
Fonte: ANSA
PECHINO, 12 GEN - La autorita' cinesi hanno intenzione di celebrare con un giorno di festa l'anniversario della 'riforma democratica del Tibet'. Una riunione per stabilire la data e le modalita' dei festeggiamenti si terra' il 14 gennaio, secondo l'agenzia Nuova Cina che parla di cinquantesimo anniversario. Non e' chiaro perche' sia stato scelto il 1959 come data d'inizio della 'abolizione della servitu'' in Tibet che, prima dell'invasione cinese del 1950, era governo dalla dinastia dei Dalai Lama.

16 Dicembre 2008
'Le Thangka del Tibet' in mostra dal 20 dicembre

Immagini sacre raccontano 'Arte e Spiritualità' tibetane

Fonte: Apcom

BOLOGNA - Le immagini sacre raccontano il Tibet nella mostra che dal 20 dicembre al 9 gennaio occuperà la Sala d'Ercole del Palazzo d'Accursio di Bologna.

L'esposizione, dal titolo 'Le Thangka del Tibet. Arte e Spiritualità nella Terra delle Nevi', propone una selezione di composizioni di carattere religioso dipinte o ricamate su lino e seta, ossia le Thangka tibetane, una delle espressioni artistiche più antiche dei monaci buddisti.

Nelle 35 opere, risalenti ad epoche diverse, quattro sono i soggetti religiosi: 'i Maestri', eruditi di filosofia e logica, 'gli Yidam', divinità di meditazione, 'i Buddha', esseri illuminati, e 'i Dharmapala', divinità protettrici dei praticanti.

4 Dicembre 2008
Cina respinge richieste di autonomia del Dalai Lama
Fonte: Reuters
PECHINO - La Cina ha detto che non ci sono speranze di accogliere le richieste di autonomia del Tibet avanzate dal Dalai Lama, utilizzando i media di Stato per condannare le posizioni del leader buddista in esilio in vista del suo incontro col presidente francese Nicolas Sarkozy.

Due commenti diffusi oggi dall'agenzia di stampa ufficiale Xinhua sono stati gli ultimi colpi nella campagna di Pechino contro il Dalai Lama, che chiede un "alto livello di autonomia" per la sua patria montuosa, dando un autogoverno ai tibetani sotto una sovranità cinese.

In vista del viaggio del Dalai Lama in Polonia, dove sabato incontrerà Sarkozy, la Cina ha chiesto al presidente francese di non partecipare all'incontro ed ha annullato per protesta un incontro con l'Unione Europea a Lione per lunedì, programmato da tempo.

I commenti della Xinhua sottolineano che il Dalai Lama ignora le libertà politiche e religiose che la Cina riconosce ai tibetani, dicendo che accettare le sue richieste significherebbe rischiare seriamente delle spaccature etniche.

1 Dicembre 2008
TIBET: DALAI LAMA, SEMPRE MEGLIO INCONTRARSI E PARLARE
Fonte: Adnkronos/Dpa
Praga, 1 dic.- Il Dalai Lama si e' detto deluso per la decisione di cancellare il vertice Ue-Cina in programma da tempo. Da Praga dove e' giunto sabato scorso, il leader religioso tibetano ha affermato che "riunirsi e parlare e' molto meglio", commentando l'annuncio di Pechino, irritata perche' il Dalai Lama incontrera' in Polonia il prossimo 6 dicembre Nicolas Sarkozy, capo dello stato francese e presidente di turno dell'Unione europea. Alla domanda se tale decisione sia un segnale di un irrigidimento della politica estera cinese, "i media cinesi mi descrivono come un 'demonio' e come un 'lupo'", ha risposto il Dalai Lama, sottolineando il carattere spirituale della maggior parte dei suoi viaggi: "solo a Washington e Bruxelles si affrontano a volte temi politici", ha aggiunto. Invitato a Praga dalla fondazione "Forum 2000" dell'ex presidente ceco Vaclav Havel, ieri il Dalai Lama ha avuto un'ora di colloquio con il primo ministro Mirek Topolanek. Dal primo gennaio passera' alla Repubblica Ceca la presidenza a rotazione della Ue.

27 Novembre 2008
Tibet: Cina rinvia vertice con Unione Europea
Fonte: Reuters
BRUXELLES - La Cina ha rinviato il vertice con l'Unione Europea previsto per lunedì prossimo perché il Dalai Lama, la guida spirituale del Tibet, incontrerà i leader europei e altre istituzioni.
Lo ha detto la Francia, presidente di turno dell'Ue.
"L'Unione europea... prende atto e si dispiace della decisione della Cina", ha detto la presidenza in una nota diffusa oggi.
La nota aggiunge che l'Ue continuerà a promuovere una relazione strategica con Pechino, "soprattutto in un momento in cui l'attuale situazione economico-finanziaria globale richiede una stretta cooperazione tra Europa e Cina".
La Cina ha avvisato Parigi dicendo che il presidente francese Nicolas Sarkozy rischia di perdere "il faticato" appoggio nei rapporti con Pechino se incontrerà il Dalai Lama.
Sarkozy ha fatto sapere che ha intenzione di incontrare il Dalai Lama in Polonia il 6 dicembre nel corso di una cerimonia per festeggiare il 25esimo anniversario della consegna del premio Nobel per la Pace a Lech Walesa.
Il Dalai Lama, anch'egli insignito del prestigioso riconoscimento per la Pace, dovrebbe recarsi in visita al Parlamento europeo.
Il religioso ha abbandonato il Tibet nel 1959 dopo un fallito colpo di Stato contro il controllo cinese nella regione montagnosa, occupata dalle truppe cinesi dal 1950.

23 Novembre 2008
Dalai lama, nostra comunita' in grave pericolo
Fonte: repubblica.it
La comunita' tibetana "e' n grave pericolo". A lanciare l'avvertimento e' stato oggi il Dalai Lama che, a conclusione dell'assemblea sul futuro del Tibet convocata a Dharamshakla, in India e capitale del governo in esilio, ha anche spiegato di non aver piu' fiducia nelle autorita' cinesi. "la mia fiducia nel governo cinese - ha detto - e diventata sempre piu' esigua - . Nei prossimi venti anni se non faremo attenzione alle nostre azioni e ai nostri programmi ci sara' un grande pericolo per i tibetani". Il Dalai lama ha anche confermato che non si dimettera' e ha respinto ogni richiesta di indipendenza da Pechino considerata "impraticabile". Ieri il leader religioso aveva lanciato a questo proposito la "via di mezzo" per il futuro del Tibet, ovvero la linea della moderazione applaudita da tutti i tibetani presenti all'assemblea. "Continueremo con questa posizione, e se non ci saranno progressi nel breve termine, prenderemo in considerazione altre opzioni, compresa l'indipendenza", aveva affermato il presidente del parlamento in esilio, Karma Choephel. Nell'assemblea non tutti hanno comunque appoggiato il documento finale. Diverse voci, soprattutto tra i giovani, si sono levate per chiedere un cambiamento, di fronte a una politica che in questi otto anni di colloqui con le autorita' cinesi si e' rivelata fallimentare. Molti hanno chiesto direttamente di puntare all'indipendenza, e hanno posto un termine di due anni per il loro obiettivo.

17 Novembre 2008
Tibet: congresso esuli in India
In 500 con Dalai Lama discuteranno nuova strategia su Cina
Fonte: ANSA
NEW DELHI, 17 NOV - Si e' aperto a Dharamsala,in India, alla presenza del Dalai Lama, il congresso che riunisce 500 rappresentanti degli esuli tibetani. Si tratta della piu' grande riunione della comunita' tibetana da 60 anni che raccoglie rappresentanti della politica e della societa' civile tibetane in esilio in tutto il mondo. Il congresso (fino al 22 novembre) analizzera' il futuro del Tibet per stabilire una nuova strategia per l'autonomia dopo gli insuccessi nei rapporti con la Cina.

14 Novembre 2008
Sarkozy,dialogo Cina ma anche Tibet
Fonte: ANSA
NIZZA (FRANCIA), 14 NOV - Sarkozy crede nel dialogo con la Cina, ma incontrera' il Dalai Lama in Polonia il 6 dicembre, malgrado le critiche di Pechino. 'Se ci sono problemi, la mia visita sara' un'occasione di dialogo in piu'' ha detto ai giornalisti. 'Io credo a quello che faccio', ha proseguito sottolineando di essere entusiasta di andare in Polonia e rilevando, tra l'altro, che il 6 dicembre e' il giorno del suo onomastico.


10 Novembre 2008
TIBET: CINA, FALLITI COLLOQUI CON DALAI LAMA. NON FAREMO MAI CONCESSIONI
Fonte: ASCA-AFP
Pechino, 10 nov - La Cina ha annunciato oggi che i recenti colloqui con i rappresentanti del Dalai Lama sono falliti, sottolineando come Pechino non scendera' mai a compromessi sullo status del Tibet.

''I nostri contatti e le discussioni non hanno permesso di progredire e gli emissari del Dalai Lama dovrebbero assumersi la piena resposabilita' di questo'', ha dichiarato Zhu Weigun, vice direttore del Dipartimento del Fronte Unito per il Lavoro del Partito Comunista cinese, in merito a una serie di colloqui avvenuti la scorsa settimana.

''Nel corso delle conversazioni abbiamo indicato che l'unita' della patria, la sua integrita' territoriale e la dignita' nazionale sono gli interessi principali del popolo cinese. Noi non faremo mai concessioni'', ha aggiunto.

I colloqui tra i rappresentanti del governo cinese e gli emissari del leader spirituale dei buddhisti tibetani hanno concluso mercoledi' scorso a Pechino una serie di colloqui, la terza dall'inizio dell'anno, durata due giorni.

''Nonostante ci siano state serie divergenze di opinioni nel corso dei colloqui, l'atmosfera era distesa'', ha tuttavia precisato il vice direttore

6 Novembre 2008
TIBET: CINA RIGETTA IPOTESI 'SEMI-INDIPENDENZA' REGIONE
Fonte: ASCA-AFP
Roma, 6 nov - Un alto funzionario del Governo cinese ha riferito agli inviati del Dalai Lama a Pechino che una forma di ''semi-indipendenza'' del Tibet e' impossibile e ''fuori discussione''. Lo riportano oggi i media di Stato cinesi.

''Senza considerare i tempi o le circostanze... l'indipendena del Tibet e' (un argomento) fuori discussione'' ha detto Du Qinglin, un alto funzionario del partito Comunista responsabile delle relazioni con le istituzioni non comuniste del paese, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Xinhua. ''La semi-indipendenza e' fuori discussione.

Un'indipendenza mascherata anche'', ha affermato Du, aggiungendo di aver incontrato ''recentemente'' gli inviati del leader spirituale della tormentata regione himalayana.

4 Novembre 2008
Tibet/ "Nuovi negoziati inutili", Cina attacca il Dalai Lama
Inviati tibetani da giovedì a Pechino
Fonte: APCOM
Pechino, 4 nov. (Ap) - Gli organi di informazione ufficiali cinesi hanno attaccato il Dalai Lama, che ha espresso perplessità sulle possibilità che nuovi negoziati tra Pechino e il suo governo tibetano in esilio producano alcun tipo di risultato.

L'agenzia di stampa Xinhua ha diffuso oggi un dispaccio mentre le parti si stanno preparando per i primi colloqui da quando Pechino ha ospitato le Olimpiadi ad agosto.

Gli inviati tibetani sono arrivati nella capitale cinese lo scorso giovedì, ma non è chiaro se ci siano stati incontri veri e propri. I precedenti cicli di negoziati non hanno prodotto alcun risultato concreto e il Dalai Lama ha dichiarato ieri che i suoi sforzi per ottenere l'autonomia dei tibetani non sono riusciti a portare cambiamenti positivi e non è sicuro che nuovi colloqui siano fruttuosi.

Xinhua ha denunciato che simili "affermazioni confondono il bianco con il nero e ignorano i fatti".

29 Ottobre 2008
Tibet: la Cina organizza un nuovo round di incontri
BEIJING (AFP) - La Cina Mercoledì ha comunicato al leader spirituale tibetano, il Dalai Lama di fare tesoro della possibilità di una nuova tornata di colloqui, confermando che il meeting si terrà a breve.
Le osservazioni, da un anonimo funzionario del governo pubblicato dal funzionario Xinhua News Agency, dicono anche che il governo si aspetta che gli inviati del Dalai Lama diano risposte positive alle richieste formulate nei precedenti colloqui.
"I servizi preposti dalle autorità centrali cinesi organizzeranno un altro ciclo di contatti e trattative con i rappresentanti privati del Dalai Lama nel prossimo futuro", ha segnalato Xinhua . "Le autorità centrali si augurano che i rappresentanti del Dalai Lama facciano tesoro di questa opportunità e diano risposte positive alle richieste che le autorità centrali hanno presentato nei precedenti colloqui."
I colloqui erano già stati programmati per questa settimana, anche se la data ed il luogo non sono stati annunciati.
La dichiarazione cinese è venuta dopo che il Dalai Lama ha detto che avrebbe tenuto colloqui con la Cina sul futuro del Tibet solo se Pechino fosse "onestamente" interessata ad impegnarsi nel dialogo.
Il leader spirituale tibetano ha detto di aver "fede e fiducia" nel popolo cinese, ma la sua "fede e la fiducia nel governo cinese è in diminuzione."
Gli inviati tibetani hanno già sette sette tornate di colloqui con funzionari cinesi sul futuro del Tibet, tuttavia il Dalai Lama ha detto che è stato "molto difficile trattare con persone che non sono sincere", secondo una trascrizione del suo discorso di Domenica distribuito Martedì.

25 Ottobre 2008
Tibet/ Dalai Lama: dialogo "via di mezzo" finora inutile con Cina
Fonte: Ap
Dharamsala, 25 ott. (Ap) - Il Dalai Lama ha deciso di abbandonare gli sforzi tesi a convincere Pechino a concedere una maggiore autonomia al Tibet sotto amministrazione cinese. Il leader spiriturale dei tibetani ha annunciato - nel corso di un suo intervento pubblico a Dharamsala, sede del governo tibetano in esilio nel nord dell'India - l'intenzione di chiedere ora al suo popolo quale sia il modo giusto di proseguire il dialogo.
La Cina ha più volte accusato il 14esimo Dalai Lama Tenzin Gyatso di condurre una campagna politica nel tentativo di dividere il Tibet dal resto del paese. Accuse respinte dal leader dei buddisti tibetani, in esilio in India dal 1959.
Il Dalai Lama ha sottolineato di aver inseguito per molto tempo la "strategia della via di mezzo", senza ottenere una "risposta positiva dalla parte cinese".
Intanto è prevista un nuovo round di discussioni tra i suoi inviati e i responsabili cinesi alla fine del mese. Un portavoce ha confermato che le trattative sono ancora in corso.

19 ottobre 2008
Tibet: rilasciato il monaco imprigionato per un film
Fonte: Secolo XIX
Un monaco tibetano, imprigionato insieme a un altro dissidente per aver contribuito alla realizzazione di un film clandestino sul Tibet, è stato rilasciato dopo alcuni mesi di carcere, dove è stato torturato. Lo dicono i realizzatori del film. Il monaco Golog Jigme (conosciuto come Jigme Gyatso) fu arrestato insieme al contadino Dhondup Wangchen in marzo, nel pieno della crisi tibetana e subito dopo la fine della lavorazione del film, intitolato «Leaving Fear Behind» (Lasciandosi dietro la paura). Alcune copie della pellicola sono state comunque contrabbandate all'estero e il film è stato mostrato segretamente a una ristretta platea di stranieri a Pechino in agosto, quand'erano in corso i Giochi olimpici.
Jigme Gyatso, si legge in un comunicato dei realizzatori, resta in libertà vigilata e non è chiaro se tutte le accuse nei suoi confronti siano cadute. Nella nota si dice che i carcerieri del monaco «lo picchiavano di continuo e lo tenevano appeso a testa in giù dal soffitto per ore e legato per giorni di seguito alla sedia per gli interrogatori». Questi ultimi, si legge, sono cessati dopo il disastroso terremoto che ha colpito la vicina regione del Sichuan il 12 maggio scorso. Quanto al compagno di detenzione, Dhondup Wangchen, di lui non si sa nulla, tranne il fatto che è ancora detenuto. «Leaving Fear Behind» raccoglie interviste con tibetani che parlano della loro cultura «calpestata», della loro devozione al leader spirituale in esilio, il Dalai Lama, e dichiarano che la preparazione delle Olimpiadi ha portato ben pochi miglioramenti alla vita in Tibet.

14 Ottobre 2008
TIBET : OTTO MONACI CONDANNATI IN PROCESSO SEGRETO PER ATTENTATO
Fonte: Adnkronos/Dpa
Pechino, 14 ott. - Otto monaci tibetani del monastero Thangkya di Gyanbe sono stati condannati in un processo segreto a pene variabili tra i 5 anni e l'ergastolo per un attentato dinamitardo contro un ufficio governativo compiuto lo scorso marzo, a qualche giorno dalle proteste di Lhasa. Lo denuncia l'associazione 'Free Tibet Campaign' di Londra, spiegando che durante il processo, nel tribunale cinese della prefettura di Chamdo, e' stato impedito l'accesso in aula agli avvocati e ai parenti degli imputati. Contattati telefonicamente, funzionari del tribunale hanno detto di non conoscere bene le sentenze e che non era "conveniente" parlare della vicenda. Secondo i media statali, la polizia aveva arrestato il 6 aprile scorso almeno nove monaci del monastero che avevano poi confessato la loro partecipazione all'attentato dinamitardo. Secondo 'Free Tibet' ci sono stati 11 arresti dopo l'episodio. Per l'agenzia ufficiale Xinhua i monaci avevano fatto esplodere un ordigno artigianale all'interno dell'edificio governativo nelle prime ore del 23 marzo, dopo averlo trasportato sul posto a bordo di una moto; l'agenzia non riferiva pero' di danni a persone o cose causati dall'esplosione. Stando a 'Free Tibet', era ben noto che l'edificio governativo fosse "in disuso e vuoto". I monaci condannati sono di eta' compresa tra i 20 e i 31; due di loro dovranno scontare l'ergastolo, uno 15 anni di carcere, tre 10 anni, uno 9 anni e l'ultimo cinque anni.

10 Ottobre 2008
Dalai Lama operato per rimuovere calcoli biliari
Fonte: Reuters
DHARAMSALA, India, 10 ottobre (Reuters) - Il Dalai Lama si è sottoposto con successo a un intervento chirurgico a Nuova Delhi per rimuovere alcuni calcoli biliari e dovrebbere riprendere i suoi impegni entro la fine del mese.
Lo ha detto oggi un suo assistente.
"Resterà in ospedale per un giorno o due, per riprendersi. Ma sta bene", ha spiegato Tenzin Taklha da Dharamsala, la base indiana del governo in esilio tibetano.
Il Dalai Lama, che era stato brevemente ricoverato a Mumbai ad agosto per dolori addominali, probabilmente resterà a Delhi circa una settimana per riposarsi, ha aggiunto Taklha.
"Non c'è fretta di farlo tornare", ha precisato. "Speriamo che riprenda i suoi appuntamenti alla fine di questo mese", ha detto ancora, spiegando che non ci sono cambiamenti per la visita programmata in Giappone per la prima settimana di novembre.
Il presidente Usa George W. Bush aveva chiesto un'indagine sulla sua salute il mese scorso dopo che il premio Nobel per la pace aveva cancellato le sue visite in Messico e nella Repubblica dominicana.
Il Dalai Lama ha convocato un incontro speciale con gli esiliati tibetani a novembre o dicembre per discutere delle rivolte politiche di quest'anno in Tibet e il futuro del movimento tibetano.

9 Ottobre 2008
DALAI LAMA: RICOVERATO A NUOVA DELHI, DOMANI POTREBBE ESSER OPERATO
Fonte: ASCA-AFP
Nuova Delhi, 9 ott - Il Dalai Lama e' stato ricoverato oggi a Nuova Delhi per dolori addominali e domani potrebbe subire un'operazione. Lo ha riferito alla France Presse un dottore dell'ospedale Sir Ganga Ram in condizione di anonimato.
Il portavoce del leader spirituale dei buddhisti tibetani ha, tuttavia, smentito la notizia ed ha insistito che si tratta semplicemente di un controllo di routine.
Anche nei giorni scorsi il Dalai Lama si era sottoposto a esami medici. Settimane dopo il suo ricovero per dolori addominali, lo scorso agosto, il leader spirituale aveva effettuato martedi' delle analisi.
''I dottori dicono che non c'e' niente che non va'', aveva detto il suo portavoce, Chhime R. Chhoekyapa.
Il Dalai Lama, ha precisato il portavoce, rimarra' comunque in ospedale almeno fino a sabato.

7 Ottobre 2008
TIBET: 10 LE VITTIME DEL TERREMOTO
Fonte: Adnkronos/Xin
Lhasa, 7 ott. - Sono dieci i morti e 34 i feriti del terremoto - due scosse sismiche in successione, a 15 minuti di distanza una dall'altra - che ieri ha colpito la regione autonoma cinese del Tibet. La prima scossa - la piu' forte - ha avuto magnitudo 6,6 punti della scala Richter. Le prime stime di ieri fatte dalle autorita' locali parlavano di almeno trenta morti.

5 Ottobre 2008
CHECK-UP IN INDIA PER DALAI LAMA DOPO DOLORI ADDOME
Fonte: Agi
Dopo i problemi acuti all'addome che in agosto ne avevano imposto il ricovero all'ospedale di Mumbay, già Bombay, la settimana prossima il Dalai Lama si sottoporrà a un check-up di controllo: da Dharamsala, la cittadina nel nord dell'India dove ha sede il governo in esilio del Tibet, lo ha reso noto Tenzin Taklha, portavoce del leader spirituale dei buddhisti tibetani. Il portavoce ha precisato che il 73enne premio Nobel per la Pace 1989 si è pienamente ristabilito e che adesso sta bene, senza più accusare dolori; ma che le visite e le analisi, sebbene di routine, gli sono state prescritte dai medici, i quali gli hanno anche raccomandato di evitare i viaggi troppo lunghi e di riposare il più possibile. Lunedì, ha precisato Taklha, il Dalai Lama lascerà Dharamsala, dove è sempre rimasto dopo essere stato dimesso, per raggiungere New Delhi e assoggettarsi al check-up. "Sua Santità ha appena completato otto giorni di insegnamento", ha aggiunto, "ed è andato tutto bene". Per il mese prossimo, o al massimo per dicembre, il leader buddhista ha convocato un convegno straordinario della diaspora tibetana allo scopo di esaminare i futuri passi del movimento promotore dell'autonomia per la regione himalayana, alla luce delle feroce repressione scatenata in marzo dalla Cina contro le proteste di piazza guidate dai monaci, specie nella capitale tibetana Lhasa

26 Settembre 2008
TIBET: FERITI 50 MONACI DEL MONASTERO DI KIRTI
Fonte: Italiatibet.org, Times

Free Tibet Campaign ha ricevuto conferma del ferimento di 50 monaci del monastero di Kirti (contea di Ngaba, regione dell'Amdo), già teatro della violenta repressione cinese durante la rivolta spontanea della scorsa primavera. Fonti tibetane hanno riferito che il 24 settembre un religioso, che si era allontanato dal monastero con regolare autorizzazione, è stato brutalmente picchiato dalla polizia cinese mentre si accingeva a rientrare. Sanguinante, ha informato i confratelli dell'accaduto. Immediatamente, 50 monaci si sono recati alla vicina stazione di polizia per conoscere le ragioni del pestaggio. Mentre attendevano l'arrivo delle autorità locali, sono sopraggiunti due camion di poliziotti che hanno selvaggiamente colpito gli inermi monaci col calcio dei fucili, con badili e persino con coltelli da macellaio. A causa della gravità delle ferite riportate, cinque di loro sono stati ricoverati nell'ospedale di Ngaba. Sono Lama Sotse, Rabgye, Tsang Chopel, Labchoek e Lophel.
Il 25 settembre 2008 Pechino ha diffuso un nuovo "libro bianco" sul Tibet in cui si afferma che la Cina è la vera protettrice della cultura tibetana. "I fatti provano"- si legge nel documento - "che il Dalai Lama e la sua cricca sono gli esponenti e i guardiani della cultura arretrata del vecchio Tibet". Il libro bianco fornisce una serie di dati e di statistiche sul livello di istruzione scolastica e religiosa a dimostrazione che il paese, sotto la dirigenza del Partito Comunista, a partire dal 1950, ha conosciuto una vera e propria rinascita culturale.
Matt Whitticase, portavoce di Free Tibet Campaign, ha dichiarato: "Ieri il governo cinese ha pubblicato un libro bianco in cui si afferma che la religione tibetana è protetta dalla legge. Alla luce di quanto abbiamo appreso circa l'ultimo episodio di brutale violenza contro i monaci, si tratta di un'affermazione vergognosa. In Tibet fatti di questo genere sono all'ordine del giorno e la situazione è esacerbata dal rifiuto delle autorità a consentire libero accesso al paese agli organi di stampa. La comunità internazionale deve esercitare maggiori pressioni sulla Cina e chiedere il libero accesso in Tibet dei media, di organi delle Nazioni Unite e della Croce Rossa.

22 Settembre 2008
Campidoglio approva mozione per cittadinanza onoraria a Dalai Lama
Fonte: Adnkronos
Il Consiglio comunale capitolino ha approvato con 38 voti favorevoli e due astenuti la mozione per concedere la cittadinanza onoraria di Roma al leader tibetano Dalai Lama. I due astenuti sono il consigliere del Pdl Marco Siclari e quello della Sinistra Arcobaleno Andrea Alzetta. "Finalmente il Comune di Roma - afferma il consigliere comunale del Pdl Ugo Cassone, tra i primi firmatari della mozione con Dario Rossin - ha chiuso un percorso di sostegno alla causa tibetana e al riconoscimento del valore spirituale del Dalai Lama".
"Al piu' presto il Dalai Lama - continua Cassone - gia' in contatto con l'Ufficio per i rapporti internazionali del Comune di Roma, sara' nella nostra citta' per la cerimonia di consegna ufficiale. In tale giornata il Comune organizzera' degli eventi di sensibilizzazione sulla questione tibetana".
"Credo - ha detto invece il consigliere della Sinistra Arcobaleno al Comune di Roma Andrea Alzetta riferendosi alla figura del Dalai Lama - che ci sia una coincidenza tra il meccanismo religioso e quello politico che stona con il meccanismo concreto dell'indipendenza del Tibet".

13 Settembre 2008
TIBET: DALAI LAMA ANNULLA VISITA IN SVIZZERA PER MOTIVI DI SALUTE
Fonte: Adnkronos/Ats
Il Dalai Lama ha annullato per motivi di salute una sua visita in Svizzera, prevista dal 9 al 13 ottobre. Il leader spirituale tibetano era atteso a Basilea, Berna e Bulach, dov'e' in programma una cerimonia per i 40 anni dell'Istituto tibetano di Rikon. Lo ha precisato oggi una nota del suo ufficio. I medici gli hanno raccomandato di ridurre drasticamente il programma di viaggi in Europa, ha precisato il segretariato a Dharamsala, in India. "Le condizioni di salute del Dalai Lama sono buone, ma deve riposare", si legge nel testo. Il premio Nobel per la pace, 73 anni, era stato ricoverato in ospedale in agosto a Mumbay (ex Bombay) in seguito a forti dolori addominali e ad affaticamento. I medici gli hanno prescritto almeno tre settimane di riposo. Se fosse avvenuta, sarebbe stata la sua 22esima visita in Svizzera.

6 Settembre 2008
TIBET: MORTO TAKTSER RINPOCHE, FRATELLO MAGGIORE DEL DALAI LAMA
Washington, 6 set. - (Adnkronos) - Taktser Rinpoche, fratello maggiore del Dalai Lama, e' morto ieri all'eta' di 86 anni nella sua abitazione nell'Indiana, negli Stati Uniti, in seguito a una lunga malattia. Lo rende noto da Washinton attraverso un comunicato il gruppo umanitario pro-tibet 'International Campaign for Tibet'. Taktser, che come monaco buddista aveva preso il nome di 'Thupten Jigme Norbu', lascia moglie e tre figli. Negli anni '50 aveva agito anche nelle vesti di traduttore e interprete per la Cia, adoperandosi inoltre a favore dell'addestramento dei guerriglieri della resistenza tibetana contro l'occupazione cinese. All'eta' di tre anni fu riconosciuto come la reincarnazione dell'abate del monastero buddista di Kumbun, nella provincia di Qinghai. Dopo l'invasione cinese del Tibet nel 1949, Taktser gioco' un ruolo fondamentale come intermediario tra il Dalai Lama e gli emissari del partito comunista di Pechino. In seguito all'esilio in India, curo' i rapporti tra il dipartimento di Stato americano e il Dalai Lama durante i negoziati tra Pechino e Lhasa che portarono alla firma del discusso 'accordo in 7 punti', il documento che ha conferito a Pechino la legittimita' sull'amministrazione del Tibet. Il fratello maggiore del Dalai Lama non si fido' mai delle mosse di Pechino e fu tra le voci piu' importanti che convinsero il Dalai Lama a ritirarsi in esilio a Dharamsala, nell'India settentrionale, dove attualmente ha sede il suo ufficio. Malgrado sia sempre stato un fedele seguace del fratello, Taktser Rinpoche aveva assunto negli ultimi anni una posizione contraria al modello autonomista adottato dal Dalai Lama sullo status del Tibet, di cui invece voleva e desiderava la piena indipendenza.

1 Settembre 2008
Dalai Lama dimesso dall'ospedale
Fonte: Adnkronos/Dpa
Nuova Delhi - Il Dalai Lama e' stato dimesso questa mattina dall'ospedale indiano di Mumbay (Bombay), dove era stato ricoverato quattro giorni fa per problemi addominali. Il leader spirituale tibetano in esilio ha sorriso e salutato la piccola folla che lo attendeva all'uscita dell'ospedale Lilavati, hanno riferito i suoi collaboratori. Il 73enne premio Nobel per la pace si e' poi recato in un albergo dove trascorrera' un periodo di riposo. "Il Dalai Lama e' in buona salute. I dottori hanno detto che non ha problemi fisici, ma gli hanno consigliato di riposare", ha detto al telefono il suo collaboratore Chimme R Chhoekyapa, spiegando che tutti i prossimi appuntamenti sono stati cancellati. Il Dalai Lama e' stato ricoverato giovedi' sera, dopo aver lamentato una forte fatica. Il leader spirituale tibetano era appena tornato da un impegnativo viaggio di undici giorni in Francia, e il suo ufficio ha annullato prossimi viaggi in Messico e la Repubblica Dominicana. I medici dell'ospedale hanno comunicato ai media locali che il Dalai Lama ha risposto "molto bene" al trattamento e che non vi e' motivo di preoccuparsi per la sua salute.

21 Agosto 2008
Dalai Lama: Cinesi hanno sparato sulla folla il 18 agosto scorso
PARIGI - Il Dalai Lama accusa l’esercito cinese di aver «sparato sulla folla» il 18 agosto scorso nella regione di Kham, nell'est del Tibet. Secondo il leader spirituale buddista, sarebbero stati uccisi circa 140 tibetani, cifra che «deve essere confermata». La denuncia del Dalai Lama è contenuta in un’intervista a Le Monde sul numero in edicola giovedì pomeriggio con la data di venerdì.

18 Agosto 2008
Tibet. Kouchner incontrerà il Dalai Lama
Il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner incontrerà il Dalai Lama venerdi assieme alla moglie del presidente della Repubblica, Carla Bruni-Sarkozy. Lo ha reso noto ieri un comunicato della diplomazia francese. L'incontro avverrà in occasione dell'inaugurazione di un tempio buddista il prossimo 22 agosto. Inizialmente, un incontro tra il responsabile della diplomazia francese e il capo spirituale dei tibetani era in programma per mercoledì, ma il ministro era stato costretto a rinviarlo «a causa della crisi georgiana», come aveva dichiarato in una intervista.
La presidenza della Repubblica aveva fatto sapere il 6 agosto scorso che il Presidente non avrebbe incontrato il Dalai Lama, annuncio che aveva creato polemiche nel Paese.

13 Agosto 2008
OLIMPIADI: GIORNALISTA MALMENATO DA POLIZIA DURANTE PROTESTA PRO-TIBET
Fonte: ASCA-AFP
Pechino, 13 ago - La polizia cinese ha bloccato e trascinato a terra un giornalista britannico che cercava di assistere ad una protesta filo-tibetana nei pressi del principale stadio olimpico di Pechino.
Secondo alcuni testimoni, un agente in uniforme si e' scagliato contro John Ray, corrispondente dell'Independent Television News (ITN), gettandolo a terra poco dopo che un gruppo di manifestanti stranieri aveva sventolato uno striscione a sostegno del Tibet.
Almeno 7 persone sono state arrestate immediatamente, mentre Ray e' stato costretto a consegnare cio' che teneva tra le mani, presumibilmente un blocco con alcune annotazioni su quanto avvenuto.
Ray, che era stato accredidato regolarmente per la Olimpiadi, ha dichiarato di esser rimasto nelle mani dei poliziotti per circa 20 minuti in una macchina della polizia e che tutto il suo equipaggiamento gli e' stato confiscato.

6 Agosto 2008
TIBET: SARKOZY NON RICEVERA' IL DALAI LAMA
Fonte: AGI/AFP
Parigi, 6 ago. - Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, non ricevera' il Dalai Lama nel corso della sua visita in Francia della settimana prossima. Lo ha reso noto l'Eliseo in un comunicato. "Il presidente comprende le ragioni che hanno indotto il Dalai Lama, date le attuali circostanze, a non richiedere un incontro durante la sua permanenza in Francia", si legge nella nota. In precedenza l'ufficio del leader spirituale tibetano aveva gia' messo fine alle voci facendo sapere che "l'incontro non e' in programma e non e' stato richiesto". Sarkozy, che e' anche presidente di turno dell'Ue, avrebbe rischiato di irritare Pechino se avesse ricevuto il Dalai Lama subito dopo aver assistito alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino, in una fase in cui l'attenzione internazionale per la Cine e il Tibet e' altissima. (AGI)

4 Agosto 2008
TIBET: A OTTOBRE LHASA PRESENTERA' PIANO DETTAGLIATO SU AUTONOMIA
Fonte: ASCA-AFP
Berlino, 4 ago - I tibetani presenteranno a ottobre nel corso del loro prossimo incontro con le autorita' cinesi un piano dettagliato sull'autonomia della regione. Lo annuncia in un'intervista con il settimanale Der Spiegel l'emissario speciale del Dalai Lama per questi negoziati, Kelsang Gyaltsen.
''Nel corso di questo ottavo incontro (dal 2002 - ndr), ci giocheremo praticamente il tutto per tutto. Presenteremo un piano dettagliato, descrivendo la maniera in cui ci immaginiamo l'autonomia del Tibet'', spiega l'emissario al settimanale.
''Nel caso in cui la Cina rispondera' positivamente, potremmo proporre delle prime misure concrete, per esempio un pellegrinaggio dei Dalai Lama in Cina. Tale sviluppo puo' portare a un incontro tra Sua Santita' e il presidente cinese e dare l'impulso decisivo'', aggiunge Gyaltsen.

3 Agosto 2008
Circa 300 tibetani arrestati in Nepal
Fonte: ANSA
NEW DELHI, 3 AGO - Circa 300 tibetani sono stati arrestati dalla polizia nepalese durante una marcia silenziosa a Kathmandu contro l'occupazione cinese. Con cartelli con le scritte 'Tibet libero' e 'liberta' religiosa subito', i manifestanti si sono fermati, sventolando bandiere tibetane, dinanzi all'ambasciata cinese che dal 14 marzo, da quando sono cominciati i moti a Lhasa, e' stata oggetto di manifestazioni anticinesi ogni giorno. E' intervenuta in massa la polizia nepalese facendo anche uso di bastoni.

29 Luglio 2008
«Il Tibet è una provincia cinese, come tutte le altre»
Fonte: Corriere della Sera
LHASA - Ad ascoltare le ragioni dei funzionari cinesi appare ovvio che il loro ritiro dal Tibet è oggi impossibile. Una regione contesa, larga oltre il 20 per cento della Cina, dove i tibetani sono meno di 5 milioni, su un miliardo e 300 milioni di cinesi complessivi, e dove si trovano le massime risorse idriche, minerarie, naturali del Paese. «Il Tibet è Cina, come qualsiasi altra provincia», sostengono all'unisono alla municipalità di Lhasa. Tutto attorno è la politica dei fatti compiuti: il vecchio nucleo della capitale del Dalai Lama è circondato dai nuovi palazzi della colonizzazione cinese. I tibetani sono diventati un'attrazione turistica, una minoranza in casa propria.
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28 Luglio 2008
TIBET: PARIGI 'IGNARA' DI MISURE PECHINO CONTRO AZIENDE FRANCESI
(ASCA-AFP) - Parigi, 28 lug - Il ministero degli Esteri francese ha fatto sapere di non essere in possesso di alcuna prova che dimostri che Pechino abbia deciso di boicottare le aziende francesi in segno di protesta contro il sostegno di Parigi nei confronti del Tibet.
La Francia ''e' ignara del fatto che le autorita' cinesi abbiano deciso di sospendere la registrazione di nuovi investimenti francesi o stranieri in genere'', ha dichiarato un portavoce ministeriale.
La smentita del ministero di Parigi si riferisce al quotidiano finanziario francese Les Echos che ha titolato oggi: ''Pechino attacca ancora le compagnie francesi''.
''Stando alle informazioni in nostro possesso, la citta' di Pechino ha deciso di congelare per molti mesi tutte le aziende francesi presenti sul proprio territorio'', si legge nell'articolo di Les Echos. ''Anche se non e' stata rilasciata nessuna dichiarazione ufficiale, le imprese sono state categoriche: 'negli ultimi giorni tutte le domande presentate da compagnie francesi sono state respinte'''.
Il capo di Stato francese, Nicolas Sarkozy, aveva minacciato di boicottare i Giochi Olimpici di Pechino 2008, ma qualche settimana fa ha poi annunciato la sua presenza alla cerimonia di inaugurazione del prossimo 8 agosto.
Tensioni intercorrono tra Parigi e Pechino anche da quando Sarkozy, in risposta alle pressioni cinesi perche' non incontri il Dalai Lama, aveva dichiarato che ''non spetta alla Cina fissare la mia agenda e i miei incontri''. Per contro, Pechino si oppone fermamente alla visita del Dalai Lama che avra' luogo proprio in agosto, in contemporanea con l'inizio delle Olimpiadi, e che tuttavia il leader dell'Eliseo non ha confermato.

18 Luglio 2008
TIBET, MONACO 'RIEDUCATO' SI SUICIDA
(ANSA) - PECHINO - Un monaco tibetano seguace del Dalai Lama si è suicidato in un monastero della provincia del Sichuan lo scorso mese, secondo quanto ha riferito Radio Free Asia. Il monaco, di nome Zhong Ma, avrebbe deciso di togliersi la vita esasperato dalla 'rieducazione patriottica' cui lo hanno costretto le autorità locali. Zhong è stato costretto a esibire la bandiera della Cina e a calunniare apertamente il Dalai Lama. Prima di togliersi la vita, ha dichiarato di non riuscire a sopportare le richieste imposte dalla 'rieducazione'.

18 Luglio 2008
TIBET: VIA FUNZIONARI CHE INVIERANNO FIGLI A SCUOLE DALAI LAMA
(AGI/EFE) - Hong Kong, 18 lug. - Saranno licenziati in tronco i dipendenti pubblici in Tibet che iscriveranno i loro figli a scuole aperte all'estero dal Dalai Lama e dai suoi seguaci: lo ha deciso il governo filo-cinese della regione himalayana, citato dal quotidiano in lingua inglese 'South China Morning Post'. "Tali norme", recita un comunicato ufficiale ripreso dal giornale di Hong Kong, "sono dirette contro lo sfruttamento delle tentazioni derivanti dalla scolarizzazione, da vitto e alloggio che la cricca del Dalai Lama compie per indurre i giovani ad attraversare il confine. I pubblici funzionari e impiegati tibetani, i cui figli gia' studino nelle scuole prese di mira dal provvedimento, hanno due mesi di tempo per "convincerli" a tornare in Cina: se osserveranno la scadenza, eviteranno una sanzione oppure la riceveranno in misura attenuata; altrimenti saranno cacciati dai rispettivi posti. La drastica regolamentazione punta a contrastare l'enorme influenza che il leader spirituale buddhista tuttora esercita nella madrepatria, e fa seguito alla feroce repressione che in marzo stronco' le proteste di piazza guidate dai monaci. (AGI)

14 Luglio 2008
TIBET: BUSH ELOGIA IL ''CORAGGIO DEL DALAI LAMA'' E DEI BUDDISTI
(ASCA-AFP) Washington - Il presidente statunitense, George W. Bush, ha reso omaggio al ''coraggio del Dalai Lama e dei buddisti in Tibet'' a meno di un mese dalla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Pechino a cui prendera' parte.
''Ricordiamo coloro che cercano la liberta' religiosa in Cina e onoriamo quelli che lottano per la propria liberta', come la popolazione musulmana degli uiguri'', ha aggiunto alla celebrazione del decimo anniversario di una legge statunitense che promuove la liberta' religiosa mondiale.
''Ho avuto inoltre l'onore di incontrare alcuni membri delle chiese 'clandestine' cinesi'', ha continuato Bush sottolineando di voler lodare soprattutto il ''coraggio del Dalai Lama'' e dei ''buddisti in Tibet''.

9 Luglio 2008
TIBET: KOUCHNER CONTATTA AMBASCIATORE CINESE SU VISITA DALAI LAMA

(ASCA-AFP) - Parigi, 9 lug - Il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, ha fatto sapere di aver contattato l'ambasciatore cinese dopo che quest'ultimo aveva ipotizzato un peggioramento delle relazioni bilaterali tra Cina e Francia nel caso in cui il leader dell'Eliseo, Nicolas Sarkozy, decidesse di incontrare il Dalai Lama.
''Sono molto sorpreso dalle dichiarazioni dell'ambasciatore cinese. Gli ho chiesto di venirmi a trovare in modo che possa spiegarmi la sua posizione difficile da accettare per la Francia'', ha detto Kouchner.
Ieri l'ambasciatore cinese a Parigi, Kong Quan, aveva avvisato del rischio di ''serie conseguenze'' nell'ambito dei rapporti tra Pechino e Parigi se Sarkozy decidesse di incontrare il leader spirituale dei buddhisti tibetani durante la sua visita in Francia che avra' luogo il prossimo mese. red/cam/rob

6 Luglio 2008
Buon Compleanno Dalai Lama
Dharmsala (India), 6 lug. (Ap) - Il governo tibetano in esilio, di base a Dharmsala, nel nord dell'India, ha deciso di cancellare tutte le celebrazioni dedicate al compleanno del Dalai Lama come segno di rispetto di fronte alle sofferenze di cui è vittima il popolo del Tibet.
"I tibetani di tutto il mondo si uniranno oggi in preghiera per la lunga vita del Dalai Lama", ha riferito Thupten Samphel, portavoce del governo tibetano in esilio.
Secondo la tradizione, ogni anno si tengono spettacoli culturali, musicali e di danza a cui prendono parte bambini e artisti tibetani. "Dato che la situazione in Tibet continua a essere negativa, abbiamo deciso di non organizzare nessun spettacolo musicale o di danza per celebrare l'evento", ha aggiunto. Oggi il capo spirituale dei tibetani compie 73 anni.

3 Luglio 2008

Cina conferma: colloqui in corso

PECHINO (Reuters) - La Cina ha confermato oggi che un esponente di spicco del Partito Comunista ha incontrato alcuni inviati del Dalai Lama, e ha proposto una nuova tornata di colloqui prima della fine dell'anno se il leader spirituale del Tibet mostrerà un "comportamento positivo".
La Cina in passato ha accusato il Dalai Lama di aver istigato le rivolte tibetane di marzo, accusa che lui ha ripetutamente respinto.
Con la prima dichiarazione ufficiale sui colloqui, questa settimana l'agenzia di stampa Xinhua ha dato notizia che Du Qinglin - a capo del Dipartimento del Fronte Unito per il Lavoro del partito, che si occupa di minoranze etniche e gruppi religiosi - ha avuto un "incontro con rappresentanti privati del 14esimo Dalai Lama".
Si tratta dell'incontro al più alto livello da quando nel 2002 il dialogo è ripreso.
"Non sappiamo per ora come sono andati i colloqui, ma ci aspettiamo che gli inviati siano qui domani pomeriggio e allora incontreranno sua Santità il Dalai Lama e ci diranno cos'è successo", ha detto al telefono a Reuters Chhime Chhoekyapa, un assistente del Dalai Lama.

29 Giugno 2008

Pechino e i rappresentanti del Dalai Lama riprenderanno i colloqui "ai primi di luglio"
Fonte: AGI
Pechino, 29 giu. - A tre mesi dalle proteste tibetane represse nel sangue dal governo cinese, Pechino e i rappresentanti del Dalai Lama riprenderanno i colloqui "ai primi di luglio". Ne ha dato notizia l'agenzia ufficiale 'Xinhua', secondo cui "emissari del governo centrale incontreranno alcuni rappresentanti personali del Dalai Lama su sua richiesta". La Xinhua citando un anonimo portavoce del governo sottolinea come Pechino si augura che il leader spirituale tibetano "faccia tesoro di questa opportunita' e dia una risposta positiva alle richieste delle autorita' centrali".
L'ultimo incontro tra rappresentanti del governo cinese e tibetano si era svolto il 4 maggio scorso a Shenzhen, a sud del Paese.

25 Giugno 2008
TIBET: RIAPRE AI TURISTI STRANIERI, 'REGIONE SICURA'
Fonte: Ses/Ct/Adnkronos
Londra, 25 giu. (Adnkronos) - Il Tibet riapre ai turisti stranieri. Ad oltre tre mesi dall'ondata di proteste anticinesi, la regione e' stata dichiarata 'sicura' da un locale responsabile del turismo, che ha dato il benvenuto ai visitatori stranieri. La decisione e' stata presa pochi giorni dopo il passaggio della torcia olimpica che - breve e tra imponenti misure di sicurezza - si e' svolto senza problemi. "Il successo della staffetta olimpica tre gioni fa a Lhasa ha dimostrato che i fondamenti della stabilita' sociale sono stati ulteriormente consolidati", ha affermato il vice direttore dell'Ufficio Regionale del Turismo del Tibet, Tanor, citato dalla Xinhua. "Il Tibet e' sicuro, diamo il benvenuto ai turisti cinesi e stranieri".

23 Giugno 2008

Al balcone della Provincia di Bologna bandiera tibetana

Esporre al balcone e all’ingresso del Palazzo della Provincia, fino al termine delle Olimpiadi e comunque fino a che non siano stati compiuti significativi passi avanti nelle trattative tra il Governo della Repubblica Popolare di Cina e il Governo tibetano in esilio al fine di concordare uno status di piena autonomia per il Tibet all’interno dei confini cinesi, la bandiera tibetana in segno di amicizia, solidarietà e vicinanza al popolo montanaro del Tibet”. Lo chiederà al Consiglio provinciale, con un ordine del giorno, l’esponente del Gruppo Misto di maggioranza Beppe Lauria.
Nel testo del documento si rimarca la gravità della repressione posta in essere dalla autorità cinesi nei confronti del popolo tibetano, sottolineandone la contraddizione stridente con gli ideali di pace ed eguaglianza contenuti nella filosofia olimpica. Esprimendo solidarietà alla popolazione tibetana l’ODG conclude chiedendo "al Governo italiano e alle Istituzioni dell'Unione Europea di sostenere con forza le richieste del Dalai Lama e tibetano in esilio: la fine della repressione e la liberazione degli arrestati, l'invio di osservatori indipendenti, neutri ed imparziali nella regione per verificarne la reale situazione, l'inizio di un serio negoziato tra il Governo tibetano in esilio e il Governo della Repubblica Popolare di Cina".

20 Giugno 2008
Secondo agenzia governativa libere più di mille persone
Fonte: ANSA
PECHINO, 20 GIU - La Cina ha liberato 1157 persone accusate di essere coinvolte nei disordini di Lhasa di marzo. Lo ha annunciato l'agenzia Nuova Cina. In precedenza la stessa agenzia aveva reso noto che i tribunali tibetani hanno condannato 12 manifestanti arrestati nella stessa occasione. Le condanne - la cui entita' non e' stata precisata - sono state comminate alla vigilia del passaggio della torcia olimpica in Tibet.

19 Giugno 2008
Tibet. Rapporto di Amnesty international accusa la Cina
Fonte: ami

Centinaia di persone, forse addirittura un migliaio, sarebbero state arrestate dal governo cinese e sarebbero detenute in luoghi sconosciuti dopo gli scontri nella regione del Tibet dello scorso marzo. La denuncia arriva da Amnesty Internacional, in un rapporto diffuso la scorsa notte. La Ong denuncia il blocco delle informazioni su ciò che avviene nella regione, e le torture inflitte ai detenuti.
Secondo le informazioni ufficiali diffuse dal governo, le persone arrestate sono state 1.393, mentre quelle che si sono consegnate spontaneamente sono 2.566. Di queste, solo 400 sono state acusate formalmente, anche se non sono stati resi noti i reati di cui sarebbero colpevoli.
Tra le accuse portate da Amnesty nei confronti del governo, c'è anche l'intimidazione agli avvocati isposti ad assumere la difesa dei detenuti. Per Amnesty sia le torture sia le intimidazioni violano gli articoli della Costituzione della Repubbblica popolare cinese.

18 Giugno
Pechino 2008, sabato la fiaccola sarà in Tibet
Fonte: Il messaggero
PECHINO (18 giugno) - Il Comitato organizzatore dei giochi olimpici di Pechino ha fatto sapere che sabato 21 giugno la fiaccola passerà da Lhasa, la capitale del Tibet. Secondo un funzionario del Bocog quella di Lhasa sarà l'unica tappa nella regione. Gruppi di esuli tibetani avevano chiesto l'annullamento del passaggio della fiaccola da Lhasa nel timore di nuove violenze e solo due giorni fa era stato annunciato, senza spiegazioni, l'annullamento del passaggio della torcia dal Tibet.
Nelle manifestazioni anticinesi che da marzo alla fine di maggio si sono svolte in tutto il Tibet, sarebbero, secondo gli esuli tibetani, morte più di 200 persone. Il govero cinese parla di sole venti vittime. Si ignora il numero delle persone arrestate. Dalla metà di marzo il Tibet è chiuso a tutti gli osservatori indipendenti, inclusi i giornalisti stranieri.
La fiaccola a Kashgar. Tra eccezionali misure di sicurezza, la fiaccola olimpica è passata da Kashgar, città simbolo del nazionalismo degli uighuri, la minoranza etnica di religione musulmana presente nella provincia cinese dello Xinjiang. Sul percorso della fiaccola erano presenti solo poche persone accuratamente selezionate. Il grosso della popolazione è stato tenuta lontano. In una nota inviata agli organi di stampa stranieri in Cina, l'organizzazione degli uighuri in esilio “Uyghur American Association” ha definito la staffetta della fiaccola nel Xinjiang «una dimostrazione della dittatura della Cina». La Uaa sostiene che «migliaia di uighuri sono stati detenuti nei mesi che hanno preceduto l'arrivo della fiaccola» e che alla popolazione è stato imposto di «evitare qualsiasi contatto con i giornalisti stranieri». I giornalisti che che sono sul posto hanno confermato di non aver potuto parlare liberamente con la popolazione nonostante la promessa fatta dalla Cina al momento dell' assegnazione delle Olimpiadi di garantire una completa libertà di stampa.

16 giugno 2008
In India il Muro della vergogna le foto segrete dell'orrore in Tibet
Fonte: repubblica.it
DHARAMSALA - Le foto sono sbiadite, i colori spenti, le figure sgranate. Le hanno immortalate con il cellulare, tra le vie, gli anfratti, le case anonime di Lhasa: scatti frettolosi, rubati, mentre i reparti speciali della polizia e l'esercito cinese davano la caccia ai feriti e portavano via i morti della rivolta. Adesso sono lì, prove crude e concrete; per un mondo che prima inorridisce, s'indigna, condanna e poi, sommessamente, chiude gli occhi e rimuove, schiacciato dagli interessi economici, deciso a non alterare gli equilibri geopolitici di un'area che resta e deve restare immutata. Corpi nudi, di uomini. Corpi deformati dai colpi, dalle percosse, le bocche chiuse in una smorfia che non sai se attribuire al dolore o all'ultimo respiro di un'agonia infinita
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16 Giugno 2008

Olimpiadi: Cina rinvia passaggio fiaccola in tibet, 1 giorno invece di 3
Fonte:
ASCA-AFP
Pechino, 16 giu - Solo un giorno in Tibet, al posto dei tre previsti, per il passaggio della fiaccola olimpica. Il regime di Pechino ha modificato i suoi piani sulla presenza della torcia simbolo dei Giochi che avrebbe dovuto attraversare la regione himalayana dal 19 al 21 giugno.

La modifica del tracciato del tedoforo sembra ufficialmente esser dovuto agli effetti del devastante terremoto, avvenuto il 12 maggio scorso nella provincia del Sichuan, che avrebbe accorciato le fermate previste dal Comitato organizzatore dei Giochi Olimpici. Secondo il Beijing News, la tappa in Tibet e' quindi prevista per il 21 giugno a Lhasa. Intanto la torcia e' in viaggio verso lo Xinjiang, regione a maggioranza musulmana, dove rimarra' da domani fino al 19 giugno. Questa, come quella tibetana, sono ritenute le tappe piu' a rischio dell'intero tragitto del simbolo dei Giochi Olimpici: la Cina ha, infatti, accusato piu' volte i separatisti musulmani dello Xinjiang di pianificare attacchi terroristici contro le Olimpiadi e per questo le autorita' hanno intensificato le misure di sicurezza nella regione.
Anche i tibetani rimangono saldamente nel mirino di Pechino dopo gli scontri avvenuti a marzo a Lhasa durante i quali, secondo le autorita' tibetane in esilio, hanno perso la vita 203 persone. Il percorso della torcia rimane comunque un'incognita: attualmente la fiaccola si trova a Chongqung e secondo quanto riferito dal quotidiano 'China Daily', lascera' questa tappa per poi giungere direttamente il Tibet e la provincia dello Qinghai.
Zhang Liang, funzionario del Comitato organizzatore delle Olimpiadi, ha dichiarato di non poter confermare la tappa tibetana.
''Le prossime tappe della staffetta saranno annunciate piu' tardi'', ha detto Zhang. ''Dopo Chongqing (15 e 16 giugno), le tappe saranno decise passo dopo passo''.
Ad influire su questo cambiamento di rotta molto probabilmente e' la questione tibetana che ha compromesso gia' in varie occasioni il passaggio del tedoforo nel suo tragitto mondiale. Infine il terremoto dello scorso mese ha messo a dura prova la funzionalita' e la determinazione del governo di Pechino e i Giochi stessi: proprio in questi giorni la fiaccola avrebbe dovuto attraversare il Sichuan per poi giungere in Tibet il 19 giugno.
Il sisma, che ha fatto 87 mila tra morti e dispersi, ha slittato la tappa della provincia terremotata per la prima settimana di agosto lasciando nel limbo il resto del percorso. (Piu'Europa).

14 Giugno 2008
Roma. Domani marcia lenta dal Colosseo a Piazza Venezia

In anticipazione dell'arrivo della Torcia olimpica a Lhasa, insieme alla Comunità Tibetana in Italia stiamo organizzando una manifestazione pro-Tibet a Roma Domenica 15 giugno dalle 17,00 alle 20,00.
La manifestazione sara' totalmente apolitica e trasversale: l'obbiettivo è di mandare un grande e forte messaggio di solidarieta' al popolo tibetano e a tutti i nostri politici.
Il punto d'incontro e' la metropolitana del Colosseo. Faremo marcia lenta dal Colosseo a Piazza Venezia bene inquadrati occupando tutta la strada dei fori imperiali ed all'arrivo a Piazza Venezia (parte Piazza Madonna del Loreto), dove stiamo organizzando interventi di personalità di rilievo e letture di testi di Sua Santità il XIV Dalai Lama e del Mahatma Gandhi da parte di noti rappresentanti del mondo dello spettacolo. (Guarda la locandina)

11 Giugno 2008
Tibet. Oggi Dalai Lama in Australia
Fonte: Ami
Il Dalai Lama è arrivato oggi in Australia dove sarà ricevuto dal ministro degli Esteri, in assenza del primo ministro Kevin Rudd in visita in Asia.
Il capo spirituale tibetano, che terrà dei corsi sui princìpi del buddismo, prosegue così una serie di visite che lo hanno portato di recente in Europa, dove è stato ricevuto a Londra dal premier Gordon Brown, sollevando le proteste di Pechino.
Questa volta sarà ricevuto dal ministro dell'Immigrazione Chris Evans e dal ministro degli Esteri Stephen Smith.
«Questo rispecchia il suo status di leader religioso internazionale e l'interesse dell'Australia per la sua visita, soprattutto da parte della comunità tibetana», ha precisato un portavoce del governo.

08 Giugno 2008
Sarebbero 450 gli arresti in Nepal
Fonte: Agr
Sarebbero 450 i tibetani in esilio arrestati mentre protestavano nella capitale nepalese Katmandu contro le politiche cinesi. La manifestazione che si è svolta oggi, al grido di "Stop killing in Tibet", davanti all'ufficio visti dell'ambasciata cinese di Katmandu è l'ultima delle quotidiane proteste che i tibetani in esilio organizzano in Nepal, dove vivono oltre 20.000 esuli tibetani.
Secondo i testimoni, centinaia di tibetani, fra cui molti monaci e monache, sono stati bloccati dagli agenti mentre tentavano di marciare sul consolato cinese scandendo slogan come ''Tibet libero'' e ''Abbasso la Cina''.
E' stata la piu' massiccia retata di dimostranti tibetani in Nepal in un solo giorno dopo la ripresa delle proteste anti-cinesi, che erano state interrotte per due settimane in seguito al devastante terremoto che ha colpito la Cina. Il Nepal non permette sul suo territorio manifestazioni contro Paesi amici, e la Cina e' uno dei maggiori finanziatori del governo di Kathmandu.

05 Giugno 2008
Manifestanti protestano fuori dalla sede dell'ultimo meeting dell'IOC ad Atene. Due di loro espulsi dall'hotel.
Fonte: studentsforafreetibet.org
Alcuni attivisti pro-Tibet hanno protestato fuori dallla sede della riunione dell'esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale (IOC) oggi ad Athene. Quattro giovani donne tibetane della Tibetan Youth Association alle quali era stato negato l'accesso all'hotel dove stava avendo luogo il meeting dell'IOC hanno subito inscenato una drammatica rappresentazione per simbolizzare la morte di Tibetani che gli attivisti temono essere probabile se alla Cina verrà permesso di sfilare con la torcia olimpica attraverso i territori del Tibet. (Continua)
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04 Giugno 2008
Tibet: mediazione segreta della norvegia con pechino
Fonte: repubblica.it
Il governo norvegese sta conducendo segretamente una mediazione tra la Cina e il governo in esilio tibetano, sulla falsariga dell'azione diplomatica che porto' agli accordi di Oslo del 1993 tra israeliani e palestinesi. Secondo quanto scritto dal giornale norvegese 'Verdens Gang', questa mediazione "sta avendo luogo in Norvegia e all'estero" e vede i "mediatori impegnati alternativamente in colloqui con rappresentanti cinesi e del governo del Dalai Lama". Il giornale, che cita "fonti informate" di Washington, che preferiscono restare anonime, afferma che la mediazione norvegese e' in corso da anni. Sempre secondo le fonti, il sottosegretario norvegese agli Esteri Raymond Johansen durante una visita ufficiale a Ginevra, segretamente ha fatto una deviazione "in un Paese confinante" per incontrare il fratello del leader spirituale dei tibetani. "Da qualche tempo la situazione e' sembrata molto promettente. Tanto che il ministero degli Esteri ha convinto l'Universita' di Oslo a istituire una cattedra per docente ospite da assegnare a un eminente scienziato cinese", prosegue il giornale, "Cio' che l'universita' non sapeva e' che l'incarico all'ospite altro non era che una copertura per la sua vera missione in Norvegia: consulente del ministero degli Esteri nei colloqui segreti". Agli inizi di maggio, il governo cinese ha ripreso ufficialmente i contatti con rappresentanti del Dalai Lama. Un'iniziativa cui e' stato costretto dalle proteste internazionali per la repressione delle manifestazioni in Tibet.

03 Giugno 2008
Tibet: decine di monache arrestate in Cina
Fonte: Agr
PECHINO - Alcune decine di monache buddhiste sono state arrestate nella provincia dello Sichuan dalla polizia cinese per aver manifestato contro le autorità locali. Lo riferiscono fonti del posto. Le religiose sarebbero scese in piazza per per protestare contro le sedute di ''rieducazionè' imposte dal governo per obbligare i partecipanti a denunciare il Dalai Lama e ad accusarlo di secessionismo.

30 maggio 2008
Più di 80 monache detenute in seguito al proseguire delle proteste pacifiche a Kham
Fonte: savetibet.org
Le monache tibetane hanno acquisito un ruolo di guida nelle manifestazioni di dissenso nella prefettura di Kardze nel Sichuan con le due ulteriori proteste pacifiche di mercoledì 28 maggio ed almeno altre sei proteste da quando più di 50 monache sono state arrestate dopo la coraggiosa dimostrazione del 14 maggio.
Più di 80 monache sono attualmente detenute ...
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29 Maggio 2008
Arresti e sequestri, ma la Marcia verso il Tibet continua
Fonte: asianews.it
Dharamsala (AsiaNews) – Nonostante le requisizioni e gli arresti operati dalla polizia indiana, la “Marcia di ritorno in Tibet” non ha alcuna intenzione di fermarsi. Lo conferma ad AsiaNews Sherab Woeser, uno dei coordinatori e promotori dell’iniziativa, che definisce “un’aggressione” il comportamento degli agenti indiani.
Lo scorso 27 maggio, infatti, le autorità dello Stato settentrionale dell’Uttaranchal hanno fermato i cinque leader delle Organizzazioni non governative che guidavano i marciatori verso il Tibet e li hanno chiusi nella prigione di Haldwani. Inoltre, cinque stranieri che partecipavano alla Marcia sono stati espulsi dal Paese “per aver preso parte ad un’attività religiosa”. Infine, gli agenti hanno sequestrato i camion che contenevano i viveri per i marciatori.
Karma Sichoe, membro della Commissione organizzatrice (la stessa che organizzò lo sciopero della fame del 1989, concluso con la morte del monaco Thupten Ngodup), dice: “Noi marciamo in pace per sostenere i nostri fratelli sotto il dominio cinese. A meno di tre mesi dalle Olimpiadi, chiediamo a tutti coloro che possono di alzare la voce per aiutare la popolazione tibetana”.
Urgen Tenzin, direttore del Centro per i diritti umani e la democrazia in Tibet, conferma ad AsiaNews che la situazione nella regione “non è migliorata per nulla: continuano arresti arbitrari, perlustrazioni, rieducazioni politiche. La situazione è molto tesa, in special modo dentro i monasteri”.

28 Maggio 2008
La Cina arresta quattro monache nella protesta di Kardze
Fonte: tchrd.org
Il 22 maggio 2008 intorno alle 6 PM (Pechino Standard Time), quattro monache tibetane del monastero femminile Nyimo Gaysey nella contea di Tehor Kardze hanno organizzato una protesta pacifica presso la sede del governo della contea. Protestavano contro la recente repressione di pacifici manifestanti tibetani e le detenzioni illegale di tibetani nelle prigioni cinesi.Le quattro monache hanno sollevato i loro pugni e protestato presso le autorità cinesi non appena giunte presso la sede del governo della contea. Poco dopo la protesta, il personale del locale Ufficio di pubblica sicurezza (PSB) si è affrettato verso il luogo della protesta ed ha immediatamente arrestato le quattro monache. Le monache detenute sono state successivamente sottoposte a pesanti percosse e torture dalle forze di sicurezza cinesi.
Le monache hanno distribuito parecchi opuscoli all'interno ed intorno alla sede del governo contea chiedendo l'indipendenza per il Tibet e gridato slogans che chiedevano "Lunga vita al Dalai Lama", "Che Dalai Lama torni in Tibet", "indipendenza per il Tibet" e "di rilasciare tutti i prigionieri politici ".
Le monache detenute sono state identificate come Bhumo Tengha, originaria del villaggio di Lunang, e Rinchen Jamatsang, Jamgha Dolma e Pema del territorio della città di Lhopa, Contea di Kardze, Provincia di Sichuan.
Negli ultimi mesi, nell'area di Kardze si è assistito al proliferare di proteste pacifiche da parte di monaci tibetani, monache e normali
cittadini tibetani contro l'impopolare repressione Cinese nei confronti delle istituzioni religiose tibetane, la detenzione di eminenti personalità religiose e l'implementazione della "educazione patriottica" e di gravi riduzioni della libertà di spostamento da parte delle autorità cinesi.
Non vi è stata alcuna informazione circa il luogo di detenzione e lo stato di salute delle monache. Il Centro tibetano per i diritti umani esprime la sua grave preoccupazione per le crescenti violazioni dei diritti umani fondamentali e il rafforzamento di intense restrizioni nei confronti delle istituzioni religiose tibetane.
Il Centro invita la comunità internazionale e gli organi vitali delle Nazioni Unite per difendere i diritti umani fondamentali del popolo tibetano.
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27 Maggio 2008
Il Dalai Lama: i tibetani non credono piu' nel dialogo
Fonte: italiatibet.org
Intervistato dal giornale inglese Financial Times, il Dalai Lama ha ammesso che un numero sempre crescente di tibetani non crede più nell'efficacia della sua strategia politica, volta ad assicurare al Tibet una reale autonomia attraverso il dialogo con le autorità di Pechino. Al giornalista che gli chiedeva se riteneva di essere sul punto di perdere la fiducia dei suoi seguaci, il leader tibetano ha così risposto: "Naturalmente sì. I miei sforzi non hanno portato alcun risultato concreto e, di conseguenza, le critiche stanno diventando sempre più forti". Il Dalai Lama ha però ribadito la sua contrarietà al ricorso ad ogni forma di violenza: "Dobbiamo portare avanti la nostra giusta causa in modo non violento" - ha precisato - "se il ricorso a forme di lotta violente andasse oltre la mia possibilità di controllo, non potrei fare altro che dare le mie dimissioni". "Recentemente, molti tibetani hanno manifestato chiari segnali di frustrazione"- ha riconosciuto il leader tibetano - "sono convinti che un approccio non violento non porti ad alcun risultato".
Circa la sua presenza alle Olimpiadi, la settimana scorsa, a Londra, il Dalai Lama aveva dichiarato che, se invitato, sarebbe stato felice di andare a Pechino ma, aveva specificato, solo se i colloqui con le autorità cinesi avessero consentito qualche miglioramento della situazione all'interno del Tibet. "Dipende tutto dai colloqui" - ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa - "se diventassero qualcosa di concreto, di costruttivo e, allo stesso tempo la situazione all'interno del Tibet migliorasse e si prospettasse qualche tipo di soluzione a lungo termine, allora, se mi invitassero, sarei pronto ad andare". Finora Pechino non ha però ancora diramato alcun invito ufficiale.
Rispondendo alle dichiarazioni rese dal Dalai Lama, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Qin Gang ha così affermato: "Ho sentito ciò che ha detto il Dalai , ma, per quanto ci riguarda, se il Dalai desidera veramente fare qualcosa di positivo per il suo paese e per le Olimpiadi, deve fare gesti concreti, fermare ogni attività volta a dividere la madrepatria, smettere di incitare alla violenza e bloccare ogni gesto che possa danneggiare i Giochi". "Per quanto concerne la prossima tornata di colloqui" - ha aggiunto - "la data non è ancora stata fissata. In questo momento ogni dipartimento si sta adoperando al massimo per prestare i soccorsi ai terremotati".

25 maggio 2008

Cina accorcia tappa in Tibet ad un giorno

Fonte: APCOM
Pechino, 25 mag. (Ap) - La controversa tappa tibetana della torcia olimpica è stata ridotta da tre ad un giorno a seguito del devastante terremoto che il 12 maggio ha colpito la provincia di Sichuan, nella Cina sud occidentale. Lo ha dichiarato un responsbile dei Giochi Olimpici di Pechino. "Tutto quello di cui posso essere certo è che il passaggio a Lhasa è stato ridotto da tre ad un giorno", ha spiegato Li Lizhi del Comitato del passaggio della torcia delle Olimpiadi di Pechino.
Il passaggio della fiaccola in Tibet - originariamente programmato per tre giorni - è stato criticato duramente da gruppi di attivisti filo-tibetani che vi vedono un tentativo di Pechino di ribadire di fronte al mondo intero il suo controllo sul Tibet.
Intanto la fiaccola olimpica, nel suo periplo cinese, è giunta ieri a Shanghai, in ritardo rispetto alla tabella di marcia a seguito di tre giorni di lutto proclamati per le oltre 62mila vittime accertate del sisma, secondo l'ultimo bilancio ufficiale fornito oggi dalle autorità.

21 maggio 2008
Sisma in Cina: silenzio sulle vittime tibetane
Oggi - La notizia del violento terremoto che ha colpito il Sichuan risale ormai al 12 maggio, e ancora si contano le vittime. Il mondo (e la nostra redazione con lui) si unisce nel cordoglio per una catastrofe spaventosa. Tuttavia, come fa notare il gruppo Students for a Free Tibet, in articoli di stampa e servizi televisivi è stato omesso il particolare che l'epicentro del terremoto era in una zona del Tibet Orientale, teatro delle principali rivolte scoppiate di recente e ora sotto la giurisdizione del Sichuan cinese. Da qui il completo silenzio sul numero delle vittime e sui danni subiti dalla popolazione tibetana.
L'articolo che vi proponiamo - interamente in lingua inglese - descrive come il governo cinese taccia sulla sorte dei molti Tibetani rimasti sotto le macerie delle prigioni del Tibet Orientale in cui erano rinchiusi, nonché sul blocco degli aiuti umanitari internazionali in atto nei confronti dei feriti e degli sfollati tibetani del terremoto. I Tibetani chiedono che gli aiuti vengano elargiti a tutti coloro che hanno subito la tragedia, indipendentemente dalla cultura d'appartenenza; alcuni monaci hanno inoltre chiesto il permesso al governo cinese di riunirsi in preghiera per le vittime cinesi.

18 maggio 2008
Dalai Lama: Voglio tornare in Tibet, anche da cinese
Fonte: AGI
Londra, 18 mag. - In un’intervista al britannico Sunday Times, il Dalai Lama annuncia che vorrebbe poter tornare in Tibet, anche da cittadino cinese, ha espresso il desiderio di essere a Pechino “come spettatore” per le olimpiadi e ha posto quattro condizioni per un positivo esito del dialogo con la Cina.
Il leader spirituale tibetano, in esilio Dharamsala in India da quasi 60 anni, ribadisce la sua richiesta di una maggiore autonomia ma non di indipendenza per il Tibet. A conferma delle sue aperture rivela di non vedere l’ora di “diventare un cittadino della Repubblica Popolare cinese. Al momento sono un rifugiato, ma mi piacerebbe rientrare in Tibet come membro della minoranza tibetana cinese”.
Il Dalai Lama chiede però a Pechino di rispettare quattro condizioni: “Il governo cinese prende in seria considerazione le preoccupazioni della comunita’ internazionale aprendo il Tibet ai media internazionali; Pechino accetti gli aiuti medici dall’esterno; il governo rilasci tutti i prigionieri politici. Non quelli che hanno commesso azioni violente, ma quelli che hanno manifestato pacificamente. Processi invece, equamente, le persone coinvolte in azioni criminali; l’avvio di colloqui autentici per soddisfare le aspirazioni del popolo tibetano all’esercizio dei loro diritti umani fondamentali”.
Il Dalai Lama ha quindi ribadito il suo sostegno alle olimpiadi di Pechino 2008, esprimendo il desiderio di “essere a Pechino come spettatore, se venissi invitato”.

15 maggio 2008
Dalai Lama arrivato oggi in Germania
Fonte: Adnkronos/Dpa
Francoforte - Il Dalai Lama e' arrivato oggi in Germania per una visita di cinque giorni durante la quale e' previsto anche un incontro con un rappresentante del governo di Angela Merkel. Dopo il suo arrivo a Francoforte, il leader spirituale tibetano ha preso parte ad una colazione organizzata da Roland Koch, capo del governo regionale in Assia, primo di una lunga serie di impegni che prevedono la partecipazione ad una conferenza ed interventi sui diritti umani e su temi religiosi in quattro citta' prima della tappa nella capitale.

9 maggio 2008
Territori occupati: ultimo aggiornamento
Alla data del 9 Maggio si sono registrate proteste e manifestazioni in 60 centri.
Distribuzione:
- Tibet Autonomous Region (TAR), 11;
- Tibetan Autonomous Prefectures (TAPs) del Qinghai, 15;
- TAPs del Gansu, 7;
- TAPs del Sichuan, 19;
- altre nel Qinghai, 8.
Arresti effettuati nel periodo 9/3-9/5:
- 4684 religiosi
- 2680 laici
Clicca qui per leggere il bollettino integrale.

8 maggio 2008
Concerto Radiohead per Tibet
Dopo la cantante Bjork, ora anche i Radiohead aprono il primo concerto del loro tour mondiale esprimendo la loro ideale vicinanza al popolo tibetano: lunedì scorso, al Cruzan Amphitheatre in Florida, il palco era decorato con alcune bandiere del Tibet.
Per approfondire clicca qui (in inglese).

In precedenza, anche qui in Italia alcuni artisti e uomini di spettacolo avevano apertamente dato il loro appoggio alla causa tibetana (leggi).

8 maggio 2008
EVENTO: "TIBET : la lunga marcia nonviolenta"
ore 21 Aula 1 - Via Zamboni 34 BOLOGNA
incontro con Alak Tulku Rinpoche
Lama Tibetano di tradizione buddhista Mahayana, Università di Sera Je (India)
introduce Stefano Ottani
Coautore della collana "Nuovi Amici" - le altre religioni raccontate ai bambini dell'Edizioni Dehoniane

Alak Tulku (Rinpoche e' un appellativo usuale per alcuni maestri tibetani e significa 'prezioso') e' nato nel 1971 in India. La sua famiglia e' fuggita dal Tibet attraversando le montagne dell'Himalaya in seguito all'invasione cinese del 1959.
Ha iniziato lo studio del Buddhismo quando era ancora bambino, proseguendo presso l'Universita' filosofica di Sera Je nel Sud dell'India.
Nel 1999, con l'esame di dottorato, ha concluso 25 anni di ininterrotti insegnamenti e iniziazioni dei piu' alti Lama tibetani, primo fra tutti il Dalai Lama.
Vive a Bologna dal 2006.

6 Maggio 2008
TIBET: Cina, Dalai Lama sia sincero e colloqui continuerano
Fonte: AGI
Pechino, 6 mag. - Un "inizio", un "buon primo passo": cosi', rispettivamente, le autorita' cinesi e gli emissari del governo tibetano in esilio hanno definito i colloqui, i primi dallo scoppio della nuova crisi in Tibet lo scorso marzo, intercorsi tra le due parti domenica e ieri a Shenzhen, nel sud della Cina. Secondo Pechino, tuttavia, spetta al Dalai Lama creare le condizioni affinche' gli incontri possano proseguire: "Voglio sottolineare che gli attuali contatti costituiscono soltanto un inizio", ha dichiarato Qin Gang, portavoce del ministero degli Esteri, in quello che e' stato il primo commento ufficiale del regime della Repubblica Popolare sui colloqui a Shenzhen. "I contatti del governo centrale con il Dalai Lama sono sinceri", ha proseguito Qin, "e finche' il Dalai Lama dara' a sua volta prova di sincerita', specialmente con le proprie azioni, allora tali contatti continueranno".

29 Aprile 2008
30 le condanne per le proteste a Lhasa
Fonte: Adnkronos/Dpa
Pechino, oggi - Sono in tutto 30 le persone che sono state condannate, con pene che vanno dai tre anni all'ergastolo, per le manifestazioni e le proteste a Lhasa. Il tribunale del capoluogo della provincia autonoma ha condannato tre persone all'ergastolo, tra le quali un monaco, di nome Basang, accusato di aver guidato altri cinque monaci e cinque persone nell'assalto di un locale governativo, di 11 negozi che sono stati dati alle fiamme e l'aggressione di un poliziotto.

22 Aprile 2008
Dalai Lama cittadino onorario di Parigi. L'ira cinese
La città di Parigi nomina il Dalai Lama "cittadino onorario", titolo di cui, fra gli altri, sono stati insigniti anche la franco-colombiano Ingrid Betancourt - tuttora nelle mani dei suoi rapitori -, l'attivista birmana e Nobel per la pace e Aung San Suu Kyi - più volte imprigionata e agli arresti domiciliari fino al novembre 2007 -, la pacifista iraniana e Nobel per la pace Shirin Ebadi e Hu Jia, militante cinese dei diritti dell'uomo, codannato alla prigionia dal governo cinese per "incitazione alla sovversione al potere dello Stato".
Il portavoce del Ministero degli Affari esteri cinese, Jiang Yu, richiama la Francia all'ordine, definendo l'iniziativa "una grossolana ingerenza negli affari interni cinesi". Prima del voto, il Sindaco e la giunta parigini avevano ricevuto una lettera dell'ambasciatore cinese in Francia, che li diffidava dal fare del Dalai Lama un "citoyen d'honneur".
L'articolo integrale, interamente in lingua francese, puoi leggerlo qui

21 Aprile 2008
NEPAL: Protesta dei tibetani – 139 arrestati
Fonte: Italiatibet.org
Kathmandu, 22 Aprile 2008 - Più di duecento tibetani si sono riuniti nelle vicinanze della sede delle Nazioni Unite sollecitando l’intervento dei rappresentanti dell’organizzazione internazionale contro gli abusi e i maltrattamenti perpetrati dalle autorità cinesi contro i compatrioti all’interno del Tibet. I dimostranti, che pacificamente cercavano di raggiungere la porta d’ingresso principale, sono stati fatti arretrare con la forza dalla polizia che ha fermato 139 persone, tra le quali un ragazzo di tredici anni. Due donne sono rimaste ferite.
Il 20 aprile, l’organizzazione Human Rights Watch ha chiesto al governo nepalese di porre fine all’illegale detenzione dei tibetani e di rispettare il loro diritto alla pacifica libertà di assemblea e di espressione. Il gruppo ha reso noto che, nelle ultime settimane, la polizia nepalese ha arrestato oltre 2500 manifestanti tibetani. Oltre 2000 tibetani, monaci e laici, affiancati da alcuni attivisti nepalesi per i diritti umani, hanno preso parte il 20 aprile a una veglia a lume di candela organizzata dal Nepal Tibetan Solidarity Forum. La veglia si proponeva di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla crisi tibetana e di rivolgere alla Cina un appello affinché acconsenta l’ingresso in Tibet a organi di investigazione indipendenti. I partecipanti hanno inoltre chiesto alle autorità cinesi libertà di movimento all’interno del paese e di porre fine alla campagna denigratoria contro il Dalai Lama.

17 Aprile 2008
Cina: No riapertura Tibet a turisti
Fonte: AGI
La Cina ha rinunciato a riaprire il primo maggio il Tibet ai turisti, come aveva annunciato. Lo ha riferito il direttore dell'Ufficio del Turismo a Lhasa. "Le condizioni non sono ancora mature", ha detto il funzionario contattato telefonicamente dalla France Presse. "La nuova data non e' stata ancora decisa", ha aggiunto il direttore che non ha voluto dare il suo nome. Si tratta di una conferma di quanto anticipato la settimana scorsa dalla Campagna internazionale per il Tibet, organizzazione di difesa dei diritti umani nella regione himalayana, quando dalla sede negli Stati Uniti parlo' di "notizie attendibili" secondo cui il regime di Pechino, in considerazione del persistere delle proteste, aveva deciso di rinviare l'accesso ai turisti a dopo le Olimpiadi.

14 Aprile 2008
Crescenti prese di posizione contro i giochi
Fonte: Italiatibet.org
Cresce la pressione sui leader di tutto il mondo affinché non presenzino alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici. I due candidati democratici alla casa Bianca, Hillary Clinton e Barak Obama si sono espessi contro la partecipazione del Presidente Bush. Allo stesso modo, il candidato repubblicano John McCain ha fatto sapere che, se in questo momento fosse il presidente, non sarebbe disposto a recarsi a Pechino. A New York, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha reso noto alla Cina che non presenzierà alla cerimonia, un segnale forte anche se, per bocca di un suo portavoce, ha precisato che la sua assenza è motivata da impegni pregressi.
Clicca qui per leggere la notizia.

10 Aprile 2008
Free Tibet: salita di protesta sul Cervino
Fonte: www.montagna.tv
Fumate rosso arancio dalla vetta del Cervino, e dalle cime più celebri del pianeta. Questo il piano dell'alpinista italiano Alberto Peruffo, che ha intenzione di inscenare, in concomitanza con la salita olimpica dell'Everest, una spettacolare protesta contro la repressione e il dominio cinese in Tibet. Clicca qui per leggere l'articolo.

8 Aprile 2008
Nuova dichiarazione di Sua Santà il Dalai Lama
Fonte: scritture.blog.kataweb.it
"... Non dovremmo impegnarci in nessuna azione che possa anche minimamente essere considerata violenta. Perfino in presenza di provocazioni, non dobbiamo mai permettere che i nostri valori più preziosi e profondi siano compromessi ..."
Clicca qui per leggere l'articolo.

7 Aprile 2008
Comunicato dalla segreteria dell'associazione Tonglen
Cari amici, alcuni di voi ci hanno chiesto di dare una mano per orientarsi nelle molte e-mail e iniziative per i Tibet che si accavallano in questo momento.
Abbiamo dunque fatto una ricerca delle fonti attendibili, e vi segnaliamo in questo comunicato il sito che al momento ci pare più completo e meglio aggiornato per avere il polso della situazione...
Clicca qui per leggere l'intero comunicato.

5 Aprile 2008
Sono 2300 gli arresti in Tibet dall'inizio delle proteste
Fonte: www.tchrd.org
Oltre 2.300 persone sono state arrestate dalle autorita' cinesi in Tibet dall'inizio delle proteste e sono detenute in diverse localita' della regione autonoma, secondo il sito internet del Centro tibetano per i diritti umani (Tchrd), un'organizzazione di esuli.
La documentazione raccolta dal Tchrd dal 10 marzo, quando e' iniziata la rivolta anti-cinese, ha consentito di accertare l'identita' di 301 detenuti. L'organizzazione cita fonti ufficiali cinesi secondo cui lo scorso 3 aprile i responsabili dei tribunali del Tibet si sono riuniti per decidere la data dell'inizio dei processi ai detenuti. Secondo le autorita' - e' scritto nel sito - 1.000 tibetani sono stati arrestati per il loro coinvolgimento nei "disordini" a Lhasa il 14 marzo.
Leggi tutto (inglese)

5 Aprile 2008
Undici tibetani uccisi a Kardze: nuova fase nelle proteste in Tibet
Fonte: www.savetibet.org
Almeno undici tibetani morti ieri dopo che la polizia ha sparato su un gruppo di molte centinaia di monaci e laici dopo uno scontro in cui alcuni monaci sono stati arrestati per aver obbiettato ad una intensificazione della campagna di 'educazione patriottica', che includeva lo gettare a terra foto del Dalai Lama, stando a forti attendibili. I mass media di stato hanno confermato che gli incidenti hanno avuto luogo, definendoli "disordini" ma non menzionando morti (Xinhua, April 4). In accordo con varie fonti, sembra che le autorità abbiano rafforzato la campagna di "educazione patriottica" in vari monasteri a seguito delle proteste delle ultime settimane, portando ad un aumento del risentimento. La nuova ondata di proteste che attraversa l'altopiano tibetano sembra essersi sviluppata come una forma di risposta alle campagne politiche che prevedono accuse al Dalai Lama.
Leggi tutto (inglese)

3 Aprile 2008
La Cina è potente, ci resta solo la forza della verità
Fonte: www.repubblica.it
Il monaco buddista Palden Gyatso apre il "sacchetto della memoria" e racconta
decenni di violenze subite, da lui e dal suo popolo. Dentro e fuori dal carcere. E l'Occidente?
Clicca qui per leggere l'articolo.

31 Marzo 2008
Testimonianza diretta
Caro XXX, grazie per la lettera e per ricordarti di noi. Sì, questo è un momento molto critico per il Tibet, e la peggior notizia che abbiamo ricevuto, tra tante anche orribili, è questa: in Amdo, ma probabilmente anche in altre aree, molti uomini hanno lasciato le loro case, ormai divenute troppo pericolose, per andare a nascondersi in montagna. I cinesi stanno andando di casa in casa ad arrestare tutti quelli relazionati alle proteste, così ci sono molti casi di stupro da parte di militari cinesi che entrano nelle case prive della presenza maschile; inoltre abbiamo sentito che sparano dagli elicotteri.
Insomma queste notizie non appaiaono in TV o sui giornali, ma purtroppo avvengono cose così orribili.
Fai circolare queste notizie
e grazie di cuore per la solidarietà
Un abbraccio
YYY

28 marzo 2008
Appello del Dalai Lama alla comunità cinese
Il Dalai Lama, in esilio in India, ha lanciato oggi un nuovo appello per riavviare il dialogo.
Clicca qui per leggere l'appello in inglese e cinese.

27 marzo 2008
Pechino orchestrava la rivolta nel Tibet
Fonte: en.epochtimes.com
"Britain's GCHQ, l’agenzia governativa delle comunicazioni che controlla elettronicamente mezzo mondo dallo spazio, ha confermato la rivendicazione del Dalai Lama che agenti dell’Esercito Popolare di Liberazione, l’EPL, travestiti da monaci, hanno innescato le rivolte che hanno lasciato dietro di sé centinaia di morti e feriti tibetani..."
Clicca qui per leggere l'intero articolo.

20 marzo 2008
Presidio di solidarietà
Bologna - Piazza del Nettuno
giovedì 20 marzo, ore 18,30
Presidio di solidarietà con il popolo tibetano
Comune - Provincia - CGIL-CISL-UIL

20 marzo 2008
Manifestazione
Milano - giovedi 20 marzo, ore 16,30
manifestazione in Piazza della Scala

19 marzo 2008
Drammatica testimonianza dal Nepal
Fonte: www.italiatibet.org
"Un nuovo ed orrendo genocidio sta avvenendo in Tibet in questi giorni.
I mezzi di informazione non sanno, o non vogliono sapere, o hanno paura di sbilanciarsi, quello che sta accadendo realmente a Lhasa ed in tutto il Tibet. Quando parlano di circa 80 morti, o se citano le fonti cinesi parlano di 10 morti (!), non hanno idea di quanto siano lontani dalla realta'. Ora noi siamo a Kathmandu, Nepal; ieri, domenica 16 marzo, un nostro amico Tibetano e' riuscito a parlare con suo fratello a Lhasa. Il fratello gli ha detto di aver assistito personalmente ad uno dei tanti massacri: UNA FOLLA DI CIRCA 300-400 TIBETANI E' STATA CIRCONDATA DALL'ESERCITO IN UN'AREA DIETRO IL POTALA ( L'ANTICA RESIDENZA DEL DALAI LAMA A LHASA), E LUI LI HA VISTI MASSACRARE TUTTI A MITRAGLIATE!!! "

Rubrica a cura di Paolo Ferrante, Alessio De Feudis
Redazione Asia.it


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