Le sei dimensioni della ricerca
- Filosofie orientali
- Filosofia occidentale
- Letteratura
- Arte
- Corpo
- Scienza
Il metodo di ASIA
- la ricerca in prima persona
- individuazione topografica dei luoghi interiori della pratica
- frequentazione della dimensione interiore, così da favorire lo sviluppo della ricerca in prima persona
- riconoscimento delle domande che ci abitano
- emersione di una nuova capacità di attenzione, che trasforma chi osserva
- la domanda diventa pratica continua — non solo mentale, ma corporea e relazionale
- la conoscenza verificata nell’esperienza diretta, momento per momento, usando un approccio fenomenologico
- filosofia, meditazione, arte, scienza e corpo: strumenti differenti per rivolgersi e dare parola all’unica tensione esistenziale del domandare più profondo dell’essere umano
Ascolto, Fenomenologia, Yoga, Meditazione, Dialogo
Secondo le parole del suo stesso fondatore, il filosofo tedesco Edmund Husserl, la fenomenologia viene proposta non solo come teoria, ma soprattutto come metodo per interrogare l’esperienza, iniziando da ciò che si può sperimentare e di cui si può essere certi in prima persona. Partire dall’esperienza individuale è possibile educando il corpo e la mente all’ascolto, nel silenzio della disciplina dello yoga e della meditazione, che radica la conoscenza nelle domande individuali “sentite nel corpo” da parte di chi se le pone.
Praticare in prima persona significa non partire dalle risposte, dai risultati statici di precedenti indagini, ma ripartire ogni volta da ciò che sentiamo, da ciò che sappiamo dirci di ciò che sentiamo e dalle domande che siamo in grado di produrre a riguardo.
Il metodo fenomenologico, lo yoga e la meditazione rendono possibile, ogni volta di nuovo, verificare le risposte in noi stessi e rilanciare le domande, prendendo in considerazione il soggetto dell’esperienza non come oggetto di indagine teorica ma come fatto a cui tornare per interrogare con rigore ogni ambito di esperienza.
Questo permette di arricchire la nostra pratica personale e le nostre possibilità come insegnanti di yoga.
Programma
1. La conoscenza e il sapere tra occidente e oriente, con Silvia Siberini
- I modi della conoscenza
- Il corpo come organo di conoscenza
- La conoscenza transitiva e il problema del soggetto
- Conoscenza e sapienza: una distinzione fondamentale
- Il metodo della Scuola di ASIA: il valore del sentire e dei significati
- Il domandare come pratica: introduzione al metodo
Questi saranno i punti che affronteremo per inaugurare il percorso di questa formazione. Incontreremo autori e testi fondamentali, appartenenti alla tradizione filosofica occidentale e alle filosofie orientali. Si apriranno indagini da sperimentare nella pratica dello yoga e della meditazione.
2. Pratiche filosofiche 1, con Elisa Subini e Cristiana Querci
La tradizione filosofica occidentale offre strumenti preziosi per chi desidera approfondire la propria pratica meditativa e yogica. In questo modulo verranno presentate alcune pratiche di indagine in prima persona — tratte dalla fenomenologia e da altre correnti del pensiero occidentale — applicabili direttamente al lavoro sul corpo e alla meditazione.
Il modulo ha un carattere prevalentemente laboratoriale e non richiede alcuna preparazione filosofica pregressa. A brevi introduzioni teoriche, seguiranno pratiche da sperimentare in prima persona, grazie alle quali i partecipanti avranno l’opportunità di affinare la qualità dell’attenzione rivolta a se stessi. L’obiettivo è fornire strumenti pratici da integrare nel proprio percorso, a supporto della domanda che attraversa l’intera formazione: Chi sono io?
3. Meditare con la letteratura: Io metto una lente / dinanzi al mio core, con Linda Altomonte
Da sempre l’essere umano (si) racconta. Nella storia della letteratura occidentale, in particolare, sono riconoscibili autori e autrici che hanno narrato se stessi – non solo e non tanto per esprimere la propria personalità, bensì per cercare di dire, con i versi o in prosa, ciò che di sé non sanno.
Dal Medioevo al Novecento, la lente attraverso cui scrittori e scrittrici osservano la propria interiorità cambia, ma l’arte letteraria è sempre plasmata nell’unica fucina di cui il o la poeta disponga: il filo incandescente dei sentimenti, ravvivato dalla vertigine del pensiero.
Tramite un approccio sia teorico che laboratoriale, unito a confronti e a pratiche meditative, ripercorreremo alcuni passi della voce poetica in Occidente, portando alla luce la domanda Chi sono io? e la riflessione che, per molti secoli, l’ha nutrita.
4. La domanda che nasce dal non sapere, con Silvia Siberini
Attraverso momenti laboratoriali e pratici, ci chiederemo come frequentare i momenti dove emerge il non-sapere, per trasformarli in opportunità di conoscenza di sé e di approfondimento della pratica. Seguendo il filo della domanda “Chi sono io?” dialogheremo con i maestri orientali per scoprire come hanno impostato la ricerca e come si sono confrontati con il non-sapere.
5. Lo sguardo dell’arte, con Laura Stefenelli
In questo modulo verranno forniti strumenti pedagogici (teorici e pratici) e spunti di riflessione su come approfondire la pratica in prima persona attraverso l’incontro con l’opera d’arte. L’accento verterà sul rapporto tra esperienza estetica ed esperienza interiore: sulle domande che sorgono e su come accoglierle. Attenzione particolare verrà prestata alla retta distinzione tra fruizione emotiva e fruizione emotiva portatrice di significati.
Sono previsti momenti laboratoriali, approfondimenti teorici, confronti con le opere e occasioni di confronto attraverso il dialogo.
- Per cominciare cercheremo di capire dove siamo collocati attraverso un percorso iconologico europeo vs indiano, che evidenzi le principali caratteristiche delle due visioni del mondo.
- Il linguaggio dello sguardo interiore ed estroflesso: guardare, vedere, osservare, di cosa sono fatti?
- Elementi costitutivi dell’esperienza estetica. Quali la accomunano ad una via di indagine interiore?
- Ascolto e consapevolezza dell’ascolto davanti all’opera d’arte. Cosa sento? Cosa significa ciò che sento?
- Stare in relazione: il protagonista dell’esperienza in ascolto dell’opera e in ascolto di (solo) sé stesso.
- Presentazione del percorso di ricerca di alcuni artisti attraverso le loro opere. Quali domande hanno attraversato la loro arte e quali ancora risuonano in noi?
6. Esiste una realtà oggettiva?, con Paolo Pendenza
Nel tempo storico che stiamo vivendo spesso si pensa che l’uomo sia un insieme di molecole, che la coscienza sia il prodotto del cervello e che la scienza cerchi di riprodurre il più fedelmente possibile una realtà che si trova “là fuori”.
Attraverso i risultati rigorosi che emergono dalla ricerca scientifica (ma senza la necessità di pre-conoscenze specifiche) e gli strumenti della filosofia metteremo a confronto la visione oggettiva del mondo con lo sguardo che nasce dalla prima persona.
Anche attraverso la meditazione inizieremo ad esplorare domande come “Da dove ha origine l’io?”, “Esiste qualcosa di certo?”, “Quali sono i presupposti della descrizione scientifica del mondo?”.
7. Meditazione e unità mente-corpo con Angela Bonfadini
Il laboratorio esplora la domanda “chi sono io” attraverso l’esperienza diretta del corpo, del movimento, del respiro e della relazione. Tramite un domandare consapevole su questa stessa esperienza, vissuta nel corso del weekend, ne metteremo in luce gli aspetti più significativi per la pratica. Si alterneranno momenti di pratica laboratoriale, di dialogo e di meditazione.
Nelle tradizioni contemplative dell’Asia il corpo non è separato dalla mente o dalla coscienza, ma rappresenta uno dei luoghi privilegiati della pratica e della conoscenza di sé.
Il corpo respira, pulsa, sente e si muove prima di ogni controllo volontario. Qualcosa accade in noi continuamente: la gravità ci attraversa, il respiro continua anche se smettiamo di pensarci, sensazioni, emozioni e pensieri emergono spontaneamente.
Il lavoro proposto prende così avvio dal contatto e dall’ascolto dell’involontario.
Cosa accade quando iniziamo ad ascoltare?
Cosa emerge quando il corpo non viene più usato come strumento, ma incontrato come esperienza viva?
Attraverso pratiche di meditazione, yoga, ki aikido, contatto e ascolto del corpo il laboratorio esplora il passaggio:
- dall’idea del corpo al corpo vissuto
- dall’ esperienza in terza persona a quella in prima persona
- dal controllo alla presenza
L’attenzione sarà rivolta prima alla qualità del sentire, poi al suo significato: qual è il rapporto con la gravità, col rilassamento, con la respirazione, con l’aspetto più sottile del prana/ki, con il contatto con l’altro e con me stesso.
Nel lavoro a coppie e nelle pratiche relazionali del Ki Aikido emergerà come il corpo riveli immediatamente il nostro modo di stare al mondo: tensione, fuga, resistenza, apertura, ascolto. Tale rapporto si riversa anche nella meditazione, quando siamo soli con noi stessi. E’ importante prenderne consapevolezza.
La meditazione e il movimento verranno esplorati come aspetti di una stessa Via.
8. Pratiche filosofiche 2, con Elisa Subini e Cristiana Querci
La tradizione filosofica occidentale offre strumenti preziosi per chi desidera approfondire la propria pratica meditativa e yogica. In questo modulo verranno presentate alcune pratiche di indagine in prima persona — tratte dalla fenomenologia e da altre correnti del pensiero occidentale — applicabili direttamente al lavoro sul corpo e alla meditazione.
Il modulo ha un carattere prevalentemente laboratoriale e non richiede alcuna preparazione filosofica pregressa. A brevi introduzioni teoriche, seguiranno pratiche da sperimentare in prima persona, grazie alle quali i partecipanti avranno l’opportunità di affinare la qualità dell’attenzione rivolta a se stessi. L’obiettivo è fornire strumenti pratici da integrare nel proprio percorso, a supporto della domanda che attraversa l’intera formazione: Chi sono io?
9. La pratica dell’eseguire e la pratica sul filo del domandare. Due approcci a confronto, con Silvia Siberini
La pratica dello yoga e l’insegnamento dello yoga possono avvenire secondo modalità differenti. Affronteremo gli aspetti di una pratica basata sulla performance e una sull’ascolto. Ci chiederemo cosa guida l’una e cosa guida l’altra. Leggeremo testi della tradizione hinduista indiana e testi buddhisti, cercheremo confronti e apriremo riflessioni sulla nostra personale esperienza. Attraverso attività laboratoriali sperimenteremo la differenza dei due approcci.