Vacances de l'esprit

Galileo in Tibet 2019: la coscienza

Indagare se stessi attraverso la scienza, la filosofia, la meditazione. Dal 13 al 20 luglio 2019 ad Anterselva di Mezzo (BZ)

Il seminario si svolgerà ad Anterselva di Mezzo (BZ) dal 13 al 20 luglio 2019.

La presente edizione delle Vacances de l'Esprit avrà inizio sabato 13 luglio alle 21 e prevede due incontri al giorno: dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 19.00. Al mattino, dalle 7.30 alle 8.30, sarà offerta la possibilità di approfondire i temi del corso attraverso la pratica della meditazione. Durante il corso della settimana è prevista una mezza giornata libera che verrà decisa in base alle previsioni meteo, in modo da garantire la possibilità di fare escursioni lunghe. È possibile partecipare al corso usando la Carta del Docente e la 18app.

Iscrivendosi entro il 5 maggio è possibile usufruire di una quota di partecipazione agevolata.

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Introduzione

L'edizione 2019 di Galileo in Tibet è dedicata al tema della coscienza, che verrà affrontato dai punti di vista della scienza, della filosofia, delle neuroscienze cognitive e anche della meditazione, attraverso momenti di laboratorio esperienziale.

Predictive coding, una teoria unificata del cervello.

con Roberto Ferrari

Cervello stilizzatoKant aveva già intuito che le percezioni sensoriali non sono assunte passivamente dalla mente, ma quest’ultima le determina in modo attivo. Negli ultimi anni, il quadro teorico più accreditato sul funzionamento della mente - la codificazione predittiva -  riprende l’idea kantiana, così come quelle di Von Helmholtz e Varela. Le neuroscienze cercano, in questo modo, di arrivare a una teoria unificata del funzionamento del cervello, analogamente alla ricerca della teoria del campo unificato in fisica. In questo modo si arriverebbe a spiegare come da un chilogrammo di neuroni emerga la percezione del film della vita, la nostra capacità di agire e di apprendere, e forse la nostra stessa coscienza. Basta accettare la tesi di fondo della codificazione predittiva: che il nostro mondo sia niente più che un’allucinazione controllata, che chiamiamo “realtà”. Anche l’attività della meditazione può essere ripensata in modi interessanti a partire da questo modello.

La coscienza degli animali non umani

con Roberto Ferrari

Viso di scimmia con sguardo interrogantePer molti anni la coscienza è stata considerata una prerogativa degli esseri umani. Le altre specie erano considerate zombie, incapaci di esperire un mondo interiore e di gettare uno sguardo dentro di sé (introspezione) o sul futuro (pianificazione). Ma di recente gli scienziati hanno messo in dubbio l’idea che solo noi abbiamo una vita interiore e delle emozioni, attraverso numerosi esperimenti e sorprendenti osservazioni su ciò che gli animali non umani sanno e su ciò che sanno del loro sapere.

Per comprendere il mondo interiore degli animali, però, è necessario un cambio di impostazione mentale: non bisogna più solo confrontare gli animali non umani con quelli umani, o chiedersi in che modo sono simili o differenti. È piuttosto necessario cercare di comprendere il non-umano per quello che è, all’interno del mondo che esso vede e vive. Per scoprire, così, che l’uomo non è misura di tutte le cose.

L’amico di Wigner ed altre ipotesi sulla coscienza

con Paolo Pendenza

Disegno con gatti vivo e morto sovrappostiUno dei problemi ancora irrisolti della meccanica quantistica è quello della misura: cosa permette ad un sistema fisico di passare da uno stato di possibilità ad uno stato che ha proprietà ben determinate? Una ipotesi estrema è stata avanzata da John von Neumann ed Eugene Wigner, secondo i quali è la coscienza che permette il passaggio dal vago mondo microscopico al preciso mondo della nostra esperienza sensibile. L’esperimento mentale dell’amico di Wigner vuole corroborare questa idea.

Tuttavia il dibattito sul rapporto tra fisica quantistica e coscienza è acceso. Roger Penrose, ad esempio, ha una posizione quasi opposta, poiché è convinto che è la coscienza stessa che si basa su un effetto quantistico.

Discuteremo insieme alcune delle più significative posizioni che i fisici hanno assunto in relazione alla coscienza.

L’entanglement ed altri fenomeni di non località

con Paolo Pendenza

Illustrazione di due sfere traslucide collegate da una scarica elettricaUno degli effetti più sconcertanti della meccanica quantistica è rappresentato da particelle che pur essendo spazialmente molto lontane, sono connesse in modo non locale: misurando lo stato di una di queste particelle, istantaneamente viene modificato lo stato anche dell’altra. Si dice, allora, che le due particelle sono entangled, “intrecciate”.

Questa proprietà del mondo microscopico venne messa in evidenza da un famoso articolo di Einstein, Poldosky e Rosen ed ha trovato sviluppi particolarmente significativi grazie al lavoro del fisico John Bell.

Dietro l’interpretazione degli stati entangled ci sono questioni che confinano con la filosofia e dalle quali dipende l’immagine che possiamo avere del mondo. In particolare se in linea di principio è possibile prevedere il comportamento di un sistema fisico con una precisione arbitraria o se la conoscenza che possiamo avere dei fenomeni naturali è intrinsecamente limitata.

Vedremo che le risposte a questi problemi non sono ancora definitive ed analizzeremo quali ipotesi fisici e filosofi hanno finora proposto.

Le definizioni scientifiche della coscienza

con Marcello Costantini e Francesca Ferri

Testa traslucida di profilo con elettroencefalogramma stilizzato sovrappostoNel 1996, Deep blue è stato il primo calcolatore in grado di battere  il campione del mondo di scacchi, allora in carica, Garry Kasparov. È sufficiente questo per dire che Deep blue sia cosciente?

Alcuni pazienti in stato vegetativo non mostrano alcuna risposta comportamentale, tuttavia se esaminati sfruttando le più moderne tecnologie a disposizione delle neuroscienze cognitive è possibile registrare un’attività neurale finalizzata. È sufficiente questo per definire cos’è coscienza? Bisogna constatare che la relazione esistente tra attività neurale e coscienza è ancora tutta da definire.

In questo incontro cercheremo di capire che posizione hanno alcuni neuroscienziati su tale relazione, assumendo che una relazione di questo genere effettivamente esista.

Cosa può dire la scienza sul sentirsi se stessi?

con Marcello Costantini e Francesca Ferri

Scimmia che si guarda allo specchio toccandosi la frontePuò capitare di guardarci allo specchio e di non riconoscerci per qualche istante, ma mentre non ci riconosciamo proviamo ancora un forte senso di “me stesso”.  Come so di me, aldilà di ciò che vedo riflesso in uno specchio?

La psicologia moderna e le neuroscienze considerano il corpo come fondamento del senso di sé. Per molti anni le ricerche si sono focalizzate sulle rappresentazioni del “sé corporeo” che il cervello costruisce sulla base di informazioni visive, tattili, propriocettive e motorie relative al corpo. Studi più recenti dimostrano che anche l’enterocezione, cioè il processamento cerebrale e la consapevolezza dei segnali provenienti dagli organi viscerali, in particolare dal cuore, giochi un ruolo fondamentale sia per le nostre esperienze emotive, che per una coerente coscienza di sé.

Discuteremo insieme le teorie neurofisiologiche e psicologiche più recenti sulla relazione cervello-cuore, e gli studi che suggeriscono come tale relazioni sia determinante per la consapevolezza di sé.

Della certezza: laboratorio di meditazione e filosofia esperienziale

con Franco Bertossa

Sagoma di una statua di Buddha davanti a un cielo stellatoDove si manifesta l'io? Ha una localizzazione topografica individuabile e raggiungibile? La coscienza, entro cui si manifesta l'io, è un prodotto della complessità del cervello o è esistente autonomamente? Oltre alla coscienza di veglia e di sogno, vi sono strati più profondi di essa? La morte annienta tutto di noi? È possibile avere esperienza di certezza ed assolutezza in seno alla coscienza?

La meditazione, così come si è andata sviluppando in India, si domanda questo fin dai suoi primordi. Essa si basa su pratiche esperienziali di ritorno alla densità originaria della prima persona, di quell'io cosciente che ognuno sente di essere e che pronuncia costantemente.

I docenti

Foto di Paolo PendenzaPaolo Pendenza si è laureato in fisica presso l'Università "La Sapienza" di Roma con una specializzazione in astrofisica teorica, ha insegnato matematica e fisica per 18 anni in vari licei del Trentino ed attualmente è Dirigente scolastico nell'Istituto di Istruzione superiore "A. Degasperi" di Borgo Valsugana (TN). I suoi interessi professionali lo hanno portato ad approfondire vari temi inerenti la didattica, la comunicazione scientifica e la filosofia della scienza, anche grazie a collaborazioni con l'Università di Trento e di Bologna.

Ha tenuto numerosi corsi di divulgazione scientifica e conferenze sulla fisica moderna ponendo un'attenzione particolare agli aspetti concettuali ed epistemologici delle questioni affrontate, ed è stato promotore del ciclo di seminari sulla filosofia della scienza presso ASIA.

Foto di Roberto FerrariRoberto Ferrari, laureato in biologia presso l’Università di Modena con successive specializzazioni in biochimica ed entomologia, per oltre 25 anni ha operato presso l’Università di Bologna con ricerche su biologia e comportamento degli Insetti Sociali sul campo e in laboratorio.

I suoi interessi si estendono all’epistemologia, alla biologia teoretica e alla etologia cognitiva basata sull’emergenza di menti collettive e sull’approccio enattivo di Francisco Varela. Con il Centro Studi ASIA diretto da Franco Bertossa ha condotto ricerche sulla filosofia della mente, gli studi sulla coscienza. Sempre per il Centro Studi ASIA è stato invitato più volte a condurre interventi e seminari in diverse università italiane e straniere, tra cui l’École Polytecnique e l’École Normale Supérieure di Parigi.

Foto di Franco BertossaFranco Bertossa 
è nato in Istria nel 1954, pratica lo Yoga e le arti marziali dai primi anni ‘70. Nel 1979 partì per il primo di una serie di viaggi al Monte Athos, in Grecia, la penisola sacra della tradizione cristiano-ortodossa, abitata da monaci ed eremiti. Essendo di madrelingua croata, ebbe la possibilità di comunicare con vecchi anacoreti serbi, bulgari, russi e, in francese, con diversi romeni. Dal 1980 viaggia frequentemente per l'India visitando i luoghi e i personaggi della tradizione.

È stato tra gli allievi più stretti di Gérard Blitz, secondo il cui metodo tuttora insegna lo Yoga. Detiene il 7° Dan della scuola di Yuishinkai, conferitogli da un allievo diretto del fondatore dell’Aikido, Ueshiba Moihei. Nel 1994 fonda ASIA e dal ’95 organizza le Vacances de l’Esprit, seminari di divulgazione culturale di alto profilo. È coautore dell’articolo scientifico Point Zero: an experimental inquiry of the seat of consciousness, che comprova sue intuizioni sulla coscienza. Ricercatori di Yale hanno riconosciuto che il gruppo del Centro Studi Asia è stato il primo in assoluto a porsi la questione sulla localizzazione empirica della sede della coscienza.

Foto di Marcello CostantiniMarcello Costantini è docente universitario presso l’Università “G. d’Annunzio” di Chieti, dove insegna e svolge attività di ricerca nell’ambito delle neuroscienze cognitive. In precedenza ha svolto la sua attività di ricerca presso l’università La Sapienza (Roma), la fondazione Santa Lucia (Roma), lo UCL, University College London, e la University of Essex, in Inghilterra. Nel 2006 ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Università “G. d’Annunzio” di Chieti studiando le aree cerebrali deputate al riconoscimento delle azioni. Attualmente la sua ricerca è volta a indagare come l’interazione tra corpo e cervello dia forma all’esperienza quotidiana. In particolare, è interessato a comprendere come il contenuto dell’esperienza cambia in funzione dello stato del corpo e del cervello.

Francesca Ferri è docente universitario presso l’università “G. d’Annunzio” di Chieti, dove insegna e svolge attività di ricerca nell’ambito delle neuroscienze e della psicopatologia. In precedenza ha svolto la sua attività presso l'Università di Bologna, dove ha conseguito un dottorato di ricerca in biologia molecolare. Successivamente, si è trasferita a Parma, dove ha ottenuto un secondo dottorato di ricerca in neuroscienze lavorando nel gruppo del Prof. Vittorio Gallese. Ha proseguito i suoi studi in Canada, presso l'Institute of Mental Health Research e la University of Essex, Inghilterra. La sua ricerca si concentra sul ruolo del corpo e delle esperienze multisensoriali nella costruzione del senso del Sé, e sui correlati neurobiologici di tali esperienze. Tali ricerche si focalizzano su individui sani e affetti da disturbi del Sé (schizofrenia).

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